Test con l’uranio impoverito a Quirra, rabbia e sdegno nell’isola

L'idea del senatore del Pdl Cosimo Gallo di testare l’uranio impoverito nei poligoni di Quirra e Teulada per provarne gli effetti sull'ambiente ha scatenato polemiche roventi

PERDASDEFOGU. Sdegno, rabbia, accuse, appelli alle dimissioni. L'idea di usare l'uranio impoverito nei poligoni di Quirra e Teulada per provarne i micidiali effetti sull'ambiente suscita una raffica di proteste. E spinge tanti politici a chiedere la resa senza condizioni di chi l'ha suggerita: il senatore del Pdl Cosimo Gallo, membro della commissione parlamentare sul metallo del disonore.

«I sardi non sono cavie». «Una grandissima sciocchezza». «Proposta che lascia allibiti». «Chi l'ha fatta dovrebbe andarsene a casa». «Attendiamo solo il ritiro dell'iniziativa». Queste alcune delle reazioni, seguite alla dichiarazione fatta dal parlamentare del Pdl dopo l'allarme sulla salute, le emergenze ambientali, il blitz messo a segno dagli indipendentisti nei giorni scorsi. Tutto mentre nel mare di Capo San Lorenzo continuano i controlli avviati dalla Procura di Lanusei. E mentre alcuni carri-bersaglio sequestrati - dati in custodia giudiziaria ai militari - in queste ore vengono spostati altrove.

Tra i primi ad aprire il fuoco contro Cosimo Gallo, la deputata del Pd Caterina Pes: «Non sono sufficienti 20 anni di anomalie genetiche, 20 anni di malattie in percentuali abnormi che dimostrano in maniera lampante il nesso che il senatore va cercando? Quirra è un immenso campione a cielo aperto, oltre 12mila ettari di terreno e uno specchio d'acqua più vasto dell'intera Sardegna che conserva una discarica di ordigni bellici. Non occorre sperimentare nient'altro: ne abbiamo abbastanza».

Affonda con un colpo ad alzo zero il collega di partito lo stesso governatore, Ugo Cappellacci: «Parole gravi e inaccettabili, indegne di un rappresentante della Repubblica. Se il senatore non ha compreso i compiti della commissione di cui fa parte, farebbe meglio ad andare via». «Incredibile, demenziale, assurda»: così spara sulla proposta il presidente di Fortza Paris Gianfranco Scalas, ex colonnello dell'esercito ed ex portavoce storico delle missioni italiane all'estero. «Stiamo aspettando ormai da troppi giorni una parola di chiarezza sulla situazione dei poligoni - incalza poi - Finora ogni illazione, ogni voce pro o contro, ha avuto come replica il silenzio delle autorità competenti».

Offensiva del sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura, di frequente schierato dalla parte dei militari nella lotta di quelli che ha spesso definito allarmismi eccessivi: «Trovo improponibile persino ipotizzare una cosa del genere. Farò di tutto, in ogni sede, perché non venga attuata. Il governo ha sempre dichiarato che le forze armate italiane non hanno usato proiettili all'uranio impoverito. Realizzare sperimentazioni di questo tipo farebbe crollare la fiducia che la popolazione ha avuto sinora».

A nessuno, poi, sfugge come la dichiarazione di Gallo rientri nella tattica del ricorso ad «armi di distrazione di massa» per porre in secondo piano la paura generata dalla diffusione di tumori e malformazioni attorno alle basi. Tanto che il deputato dell'Idv Federico Palomba può facilmente alzare il
tiro e attaccare a fondo: «Il governo ha omesso di dare qualsiasi risposta alle legittime istanze di trasparenza provenienti dalla Sardegna, nel frattempo ci fa assistere a prese di posizione scandalose».

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