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La fabbrichetta delle candele

Un libro racconta la saga ottocentesca delle sorelle Sirca

SARULE. Tanto ironica quanto profonda, Antonia Pinna, insegnante da una vita ora al suo esordio letterario. Con un romanzo, “La fabbrichetta delle candele”, appena uscito per i tipi della Zènia editrice di Mario Murru, collana Arrastos. Una saga familiare, una storia ottocentesca, ambientata nel cuore della Barbagia, a Sarule, centro del mondo e dell’universo mondo. Dove tutto corre e scorre, a partire dal centro di una grande cucina rustica. Protagoniste Gonaria e Maria Sirca, sas Boellas, come venivano chiamate le due sorelle figlie di Sebastiano Sirca. Mastra cherargia la prima, assistente tuttofare la seconda.

Impegnate a mandare avanti l’economia domestica, a cercare nuovi mercati quando il prete del paese riduce drasticamente i lumi di candela in parrocchia. Ma anche al centro di contos, in una piccola realtà che sa tutto di tutti. Dove, soprattutto, la fede popolare verso s’ateru mundu de angelos e santos, «accompagnata dal percettibile desiderio degli adepti di poterla manifestare apertamente utilizzando i simboli, a suggerire a sa bonanima, l’idea per la fabbrichetta».

Una piccola grande storia economica romanzata, quella che racconta Antonia Pinna, felice nel giostrare italiano e sardo, sempre attenta agli umori e sentori sociali della microstoria di paese che poi è storia universale. Perché in fondo è questo il pretesto di questa vrabbica de sa chera, “La fabbrichettta delle candele”: una saga di famiglia, un panorama aperto alle più ampie vedute, partendo sempre dalla finestra della propria casa. (l.p.)

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