Cuore e grinta, ecco il Cagliari

I rossoblù fermano la corsa della Lazio e per la seconda volta tengono la porta inviolata

INVIATO A CAGLIARI. Con i denti, con l'orgoglio, per la maglia, per i tifosi. Con la voglia di dimostrare che nessuno gioca per se stesso. Il Cagliari ferma la corsa della Lazio e se fosse stato un match di pugilato, probabilmente la vittoria ai punti sarebbe stata assegnata ai rossoblù. La squadra ha sofferto nel primo tempo, quando il pallino del gioco è stato a lungo nelle mani degli avversari, ma nella ripresa si è rimboccata le maniche. Ha alzato il pressing e costruito tre chiare occasioni che non ha concretizzato, concedendo ai biancocelesti solo qualche situazione pericolosa, nata soprattutto dalla iniziative di Felipe Anderson. Lo zero a zero è un risultato che premia la formazione di Simone Inzaghi, tra le più in forma del campionato, ieri poco brillante e non solo per propri demeriti. Il Cagliari orfano di diversi giocatori importanti e del capitano Dessena, uscito dopo 8' per un problema al flessore della coscia, ha saputo serrare le fila, superare il momento complicato, si è riorganizzato andando vicinissimo a fare un gradito regalo ai tanti tifosi che ieri hanno affollato il Sant'Elia. Un punto che muove la classifica e dà una risposta importante: nessuno è appagato. Se il decimo posto è una chimera, superare i 40 punti è un obiettivo che non può essere fallito.

Scelte scontate. Gli infortuni di Borriello e Barella riducono ai minimi termini le opzioni di Massimo Rastelli. L'allenatore del Cagliari conferma il modulo con una punta (Sau), Ionita e Joao Pedro giocano alle spalle dell'attaccante. Padoin e Dessena presidiano le corsie, Tachtsidis si piazza davanti alla difesa. Non ci sono sorprese nella formazione della Lazio. "Inzaghino" si affida al 4-3-3 e nel tridente con Immobile e Felipe Anderson, lancia Keita, spesso decisivo quando entra a gara in corso. Il trio non dà punti di riferimento, scambiando spesso la posizione. Biglia dirige il traffico in mezzo al campo, aiutato da Parolo e Lulic che corrono tanto.

Paura. Quando dopo 8' Dessena a seguito di un contrasto resta a terra si teme il peggio. Il capitano alza il braccio e fa capire che non può proseguire. Al suo posto Faragò, soluzione scontata considerate le tante assenze. Un brutto colpo per i rossoblù che perdono un trascinatore. E' una partita nella quale gli errori in fase di costruzione, da una parte e dall'altra, sono talmente tanti che i due allenatori allargano in continuazione le braccia in segno di disappunto. Il Cagliari fa una faticaccia a mettere il naso nelle metà capo della Lazio, la squadra non riesce a fare tre passaggi di fila, Joao Pedro non è ispirato , mentre Sau è troppo isolato ed è sempre nella morsa di De Vrij e Hodet che rappresentano un muro. I ritmi sono lenti, se il Cagliari non tira una sola volta in porta, la Lazio fa altrettanto costruendo solo due situazioni potenzialmente pericolose, conseguenzadi altrettanti rimpalli favorevoli.

Coraggio. Il Cagliari ci prova con le risorse a disposizione. Tiene testa ad un avversario che ha in campo individualità importanti e può trovare la giocata vincente in qualsiasi momento. Rastelli ordina ai suoi di alzare il pressing, una mossa che qualche problema alla squadra di Inzaghi lo crea perchè Biglia non gode più di tanta libertà e quando ha la palla tra i piedi deve affrettare la giocata. I due allenatori provano a cambiare qualcosa. Rastelli fa uscire Sau (i tifosi non gradiscono) e butta nella mischia Farias, mentre il suo collega toglie Radu per Djordjevic passando al 4-2-3-1.

Applausi. Il Cagliari ci mette il cuore, l'anima e anche quello che non ha. Raschia il barile delle energie nel tentativo di ottenere il risultato di prestigio. Per tre volte fa venire i brividi ai laziali. Prima Farias non impatta su un delizioso cross di Ionita. Subito dopo è Joao Pedro a calciare alto dal limite. Ma l'occasione più pulita capita sui piedi di Padoin, servito da Faragò: il diagonale termina fuori. La Lazio è in affanno, subisce, anche se ogni tanto mette la testa fuori e prova a fare male. Finisce senza gol e tirando le somme il risultato sta più stretto al Cagliari che alla Lazio. La risposta sul campo è arrivata e a dire il vero c'era stata anche a Firenze. Ieri la squadra ha dato davvero tutto, nessuno si è risparmiato. Forse

le critiche hanno punto nell’orgoglio lo spogliatoio che ha reagito. Oltre al risultato c'è un altro dato importante: il Cagliari ha mantenuto la porta inviolata. E' la seconda volta che succede in 29 gare. Era un’altra delle cose chieste da Rastelli alla vigilia.

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