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A Firenze un Cagliari ferito nell’orgoglio

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A Firenze un Cagliari ferito nell’orgoglio

Rossoblù decisi a riscattare la “manita” subita dall’Inter. In porta torna Rafael, a centrocampo il capitano Dessena

CAGLIARI. I cinque “graffi” dell’Inter hanno lasciato sulla pelle del Cagliari ferite che non si sono ancora rimarginate . Una sconfitta difficile da metabolizzare, in un colpo solo sono stati cancellati i segnali positivi che la squadra aveva mandato nel girone di ritorno. Rastelli non ha gradito e nemmeno il presidente. Giulini, senza alzare troppo i toni, ha fatto capire che le prossime undici gare saranno un esame per tutti. Oggi al “Franchi” contro la Fiorentina serve una reazione. I viola non sono un avversario malleabile, non hanno del tutto chiuso in un cassetto il sogno Europa League ma per tenere accesa la speranza non possono fare altri errori. Il Cagliari, invece, ha esaurito il bonus “brutte figure”. I rossoblù sanno che dovranno uscire dal campo dopo aver dato tutto. Fare punti è importante per rispondere alle critiche e riprendere il cammino bruscamente interrotto sette giorni fa.

Torna Rafael. Rastelli cambia il portiere. La brutta prestazione di Gabriel con l’Inter rimette in gioco il suo connazionale. È’ l’unica concessione fatta dal mister sulla formazione. Per il resto l’allenatore del Cagliari resta abbottonato e non svela i suoi piani. Non ci saranno grandi stravolgimenti. Novità solo a centrocampo dove torna Dessena che farà il centrale con Barella. Isla a destra e Ionita dalla parte opposta completeranno il reparto. Il tecnico punta più sui muscoli che sulla qualità, consapevole di avere di fronte un avversario maestro nel possesso palla. Il modulo sarà il 4-4-1-1, con Joao Pedro alle spalle di Borriello.

Fantasia. Paulo Sosa, invece, punta molto sull’imprevedibilità di Bernardeschi e Saponara. Giocheranno dietro Kalinic (12 gol finora come Borriello), mentre le corsie saranno affidate a Chiesa e Olivera. Quest’ultimo è in ballottaggio con Badelj. In campo l’ex Astori ma ormai di gare contro i rossoblù ne ha giocate tante. «Affrontiamo una squadra che nel corso della gara cambia più volte strategia e assetto tattico - ha spiegato Paulo Sosa -. In trasferta poi ha spesso giocato bene, riuscendo a mettere in difficoltà anche una formazione come la Roma che per modo di giocare è quella che più si avvicina a noi. Non sarà facile ma abbiamo i mezzi per prenderci i tre punti».

Reazione. Massimo Rastelli ha ragione quando sostiene che è offensivo parlare di giocatori appagati. Per certi versi il suo è un ragionamento corretto ma le parole devono essere suffragate dai fatti. La palla passa al campo, giudice inappellabile. Il Cagliari è chiamato a dimostrare che la goleada subita con i nerazzurri è stata un incidente di percorso. All’andata la Fiorentina ha rifilato una “manita” ai rossoblù (tripletta di Kalinic e doppietta di Bernardeschi), violando per la prima volta il Sant’Elia. L’ultima volta in serie A lo stadio fiorentino si è colorato di rossoblù, anche se quella vittoria non è servita ad evitare la regtrocessione. Rastelli si augura che la festa si ripeta oggi.

L’arbitro. Il bilancio dei viola con Gavillucci conta due precedenti, entrambi al “Franchi”, finiti in parità contro il Verona nella stagione scorsa e contro il Crotone in quella in corso. Sono riferiti tutti al campionato in corso gli incroci fra il fischietto

laziale e i rossoblù: il ruolino registra una vittoria e due sconfitte. Al Sant’Elia è arrivato il successo contro la Sampdoria (, mentre i rovesci si sono verificati in trasferta sui campi del Chievo e dell’Atalanta. Si spera che oggi finisca diversamente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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