I biancoblù lottano fino alla fine ma la Montepaschi Siena porta a casa la vittoria
Jack Devecchi in entrata A destra un time-out biancoblù, in basso Travis Diener (foto di Mauro Chessa)
SASSARI. Il segnale della resa è arrivato a 3' dalla fine, quando Meo Sacchetti ha richiamato in panchina Travis Diener e lui non ha protestato. I punti di distacco non erano tantissimi ma ormai era chiaro che il Banco di Sardegna avrebbe continuato a sbattere anche per tutta la notte contro il muro della Montepaschi Siena, ormai padrona della situazione. Hanno vinto i migliori, i più forti. Il secondo miracolo di fila non è arrivato e, del resto, se certe cose succedessero troppo spesso non potrebbero essere catalogati come eventi miracolosi. Hanno vinto i migliori, i più forti. Il Banco ha anche capito l'importanza di cosa vuol dire chiamarsi Montepaschi, pagando dazio ad alcune chiamate arbitrali (molto) da rivedere. Ininfluenti sul risultato finale, ma in certi momenti mancava solo la musichetta del claim "Ti piace vincere facile?" e Tony Easley, dopo un avvio promettente con due schiacciate, è uscito di scena molto presto penalizzato dai falli. Il Banco ha sempre dovuto inseguire ed è sempre stato in partita, bravo a non farsi staccare più di tanto nel primo tempo chiuso a -7 nel quale aveva anche messo il naso avanti piazzando un parziale di 10-0 all'inizio del secondo quarto. I biancoblù hanno passato tutta la partita cercando di risolvere inutilmente due chiavi tattiche devastanti: il gioco sotto canestro di David Andersen (23 punti e 11 rimbalzi) e l'energia inesauribile di David Moss (22+11 con 6 rimbalzi offensivi e 2/3 nelle triple) che era ovunque in attacco e in difesa. Niente di strano, capita a molti in Italia e in Europa, e Meo Sacchetti le ha provate tutte per infilare qualche granellino di sabbia nella rodata macchina di Pianigiani. I problemi sono arrivati soprattutto dai falli dei lunghi. Easley due già dopo 4', Plisnic, il migliore in avvio con 9 punti, tre nel secondo quarto. Con Drake Diener imbavagliato (primo canestro a metà del secondo quarto e arrivato adesso a un record di 0-8 contro la sua ex squadra), superato indenne un primo quarto difficile (20-26), il Banco ha vissuto il momento migliore con un quintetto operaio che l'ha buttata più sull'agonismo e meno sul basket. Dal 18-26 al 28-26 con un canestro di Hosley, poi qualche minuto punto a punto prima di un nuovo break senese firmato da due triple di fila di Moss. L'inizio del terzo quarto è quello che indirizza la partita: Easley subito terzo e quarto fallo, quarto anche per Plisnic, non resta che l'implume Metreveli ad arrangiarsi (e neanche male, vista l'età) contro i lunghi della sua squadra di appartenenza e Andersen lo porta a scuola di post basso. Stonerook firma il massimo vantaggio della Montepaschi (53-66), il Banco si arrampica fino al -6 (62-68) senza trovare il guizzo per rimettere in gioco il risultato. La Montepaschi è padrona, vince ed è prima da sola, il Banco deve accontentarsi di andare a casa felice di averci provato e riprende a pensare ai suoi obiettivi. Mercoledì contro Venezia, per esempio, sarà già una partita più a misura biancoblù.
09 gennaio 2012