centrale di fiume santo

Demolizione dei gruppi 1 e 2 l’Uiltec: «Ep non ci convince»

SASSARI. Le rassicurazioni della dirigenza di Ep produzione sui lavori e sui tempi per la dismissione dei gruppi 1 e 2 della centrale termoelettrica di Fiume Santo non hanno convinto tutti: il...

SASSARI. Le rassicurazioni della dirigenza di Ep produzione sui lavori e sui tempi per la dismissione dei gruppi 1 e 2 della centrale termoelettrica di Fiume Santo non hanno convinto tutti: il sindacato Uiltec chiede informazioni più sicure e invita le istituzioni locali a tenere il fiato sul collo ai gestori dell’impianto. Nei giorni scorsi i vertici della società ceca che detiene la proprietà della centrale elettrica sono stati ricevuti dalla commissione Ambiente del Comune di Sassari e hanno precisato che i lavori di demolizione e bonifica sono iniziati l’ottobre scorso, e che, anche se finora sono andati avanti a rilento a causa di varianti al progetto originario, procederanno secondo il cronoprogramma già illustrato alla Regione e ai Comuni. Per buttare giù la ciminiera e le caldaie dei gruppi 1 e 2, Ep ha spiegato che ritiene più sicuro procedere alla loro demolizione attraverso l’utilizzo di microcariche detonanti al posto dell’abbattimento con mezzi meccanici, originariamente prevista, che invece sarà mantenuta per gli altri edifici. Tutti gli interventi saranno finiti entro un anno. Spiegazioni che non sono state soddisfacenti per il segretario territoriale della Uiltec-Uil Settore elettrico, Franco Peana, che afferma: «L’azienda non fa parola di piano industriale, niente piano di investimenti, niente innovazioni tecnologiche, assenza di confronto serio con le parti sociali, poche e confuse notizie sui piani di bonifica e dismissione dei gruppi 1 e 2, mentre dei piani di disinquinamento delle aree contaminate dagli incidenti della precedente proprietaria, E.on, non si parla

– spiega – Riteniamo pertanto opportuno che i sindaci del territorio, gli enti locali, le amministrazioni del territorio, la Regione non facciano più sconti a Ep, per riportarla alle proprie più stringenti responsabilità allo stesso modo di come avvenne, a suo tempo, con i tedeschi di E.on».

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