Scuola, la Gilda: «La riforma penalizza i docenti del Sassarese»

Il sindacato  chiede un intervento della Regione per modificare gli ambiti territoriali in cui i docenti devono essere assegnati

SASSARI. Insegnanti del Sassarese sballottati per chilometri prima di raggiungere la sede di lavoro? I sindacalisti della Gilda non ci stanno: «Chiediamo alla Regione che l’ufficio scolastico riveda gli ambiti territoriali in cui i docenti devono essere assegnati. Prendendo come criterio la distanza e non il numero degli studenti. Per contenere le dimensioni dei trasferimenti e i disagi che ne deriverebbero – dicono il coordinatore provinciale Giampiero Nurra e il vice Angelo Canu –. Diversamente il Nord Ovest della Sardegna sarebbe ancora una volta penalizzato e questa volta sul fronte della scuola».

È un appello a tenere conto della specificità della provincia sassarese, che è la più grande d’Italia, quello lanciato dagli autonomi della scuola protagonisti di tante battaglie. Proprio in questi giorni l’ufficio scolastico regionale e l’assessorato all’Istruzione guidato da Claudia Firino stanno definendo gli ambiti territoriali “contestati” che entreranno in vigore nell’anno scolastico 2016-2017, e la Gilda confida che possano esserci ancora i tempi per rimediare a una distribuzione che penalizzerebbe e mortificherebbe centinaia di insegnanti e dirigenti scolastici. «Anche perché è un’operazione a costo zero – affermano i dirigenti Gilda –, basterebbe una deroga allo scopo di dimensionare gli stessi ambiti diversamente».

Ma cosa sta succedendo? Tutto è frutto della riforma della scuola che ha modificato la mobilità e le assunzioni degli insegnanti di ruolo. La Sardegna, come le altre Regioni, viene divisa in una serie di “circoscrizioni” sulla quale è appunto al lavoro l’Ufficio scolastico regionale, che deve completare l’opera entro il 31 marzo. Per l’intero Nord Sardegna sono previsti due ambiti corrispondenti alle province di Sassari da una parte e Gallura dall’altra. Ed è qui che scatta quello che per Gilda è il controsenso. «Per Sassari è prevista una rete di scuole che va dalla sede cittadina, e poi quelle Alghero, Porto Torres, Castelsardo, Ozieri, Bono e Buddusò, per citare quelle storiche. Quindi dal Sassarese al Goceano passando per l’Anglona – spiega Giampiero Nurra –. Per fare un esempio, che un docente di Alghero potrebbe ottenere la titolarità a Bono, con oltre cento chilometri di strada da fare in più di un’ora e mezzo di macchina». Stesso discorso per la Gallura che in fatto di suddivisione territoriale si allunga addirittura fino a Budoni, che invece è in provincia di Nuoro.

C’è qualcosa di illogico, per il sindacato, in queste scelte. «Considerato che a Cagliari, città metropolitana, gli ambiti previsti sono due, con altrettanti nel territorio provinciale, non si capisce perché come al solito si usino due pesi e due misure».Ecco quindi nel dettaglio la proposta alternativa della Gilda che accontenterebbe tutti. «Bisogna fissare dei poli territoriali, una sorta di sub-ambiti, che facciano riferimento alle sedi scolastiche storiche: e quindi Alghero con Sassari, Ozieri con il Goceano, Anglona e Romangia insieme – affermano i dirigenti del sindacato –. Così le distanze per chi avrà la cattedra in una scuola fuori dal suo Comune di residenza, si accorcerebbero».

I sindacalisti, a sostegno della loro richiesta

alla Regione , ricordano anche che il parametro minimo per definire un ambito è fissato tra 20mila e 40mila studenti, e che Sassari lo supera con 43mila 483 alunni. « Oristano e Nuoro hanno ottenuto deroghe, perchè Sassari non dovrebbe, se ciò servisse a evitare danni?». (p.f.)

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