Sette giorni di tempo per sistemare i clienti del “Marina”. Dipendente senza stipendio da mesi minaccia di uccidersi
POSADA. Sette giorni di tempo per sistemare i clienti in altre strutture ricettive e poi l’hotel Marina di Posada, nella borgata turistica di San Giovanni, se non riuscirà a risolvere i problemi in materia di sicurezza dei locali ricettivi, dovrà chiudere. L’ordinanza del sindaco, emessa ieri mattina, parla chiaro: troppe le inadempienze emerse da una serie di controlli portati avanti da vigili del fuoco, carabinieri e Ispettorato del lavoro.
Quello di un dipendente che ha tentato di gettarsi dal terrazzo lamentando numerosi stipendi arretrati è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi verificatisi dall’inizio della stagione turistica nell’hotel, con sit-in di protesta di dipendenti licenziati, vertenze sindacali e clienti infuriati che non potendo reagire in altro modo stanno riempiendo di recensioni negative le pagine del sito turistico specializzato “Tripadvisor”.
Problemi che non lasciano indenne nemmeno il personale, dopo la vertenza avviata dai sindacati a tutela di una ventina di dipendenti a loro dire vessati e licenziati senza giusta causa. E si sono vissuti momenti di panico quando un manutentore di origine marocchina, Radouane Nassar Allah, 31 anni, è salito sul tetto della struttura alberghiera e ha minacciato di gettarsi nel vuoto. In pochi attimi, allertati dagli spaventati clienti, sono arrivati nell’hotel Marina di Posada i carabinieri e i vigili del fuoco. Solo dopo un lungo conciliabolo e la prontezza di riflessi di un pompiere, che è riuscito ad agganciare il ragazzo per la cintura e tirarlo su, si è riusciti a ristabilire la calma. Spaventato e piangente il giovane marocchino ha spiegato che cosa lo avesse portato a compiere il gesto: da quando lavora nella struttura alberghiera, dove da quest’anno la “Framintour srl” ha rilevato la precedente gestione, ha detto il giovane «mi sono stati corrisposti solo acconti, non ho mai preso uno stipendio intero. Solo cinquanta o cento euro per volta, che ho utilizzato per comprare cibo perchè siamo disperati: mia moglie aspetta un bambino e non abbiamo nulla da mangiare. Ho provato a sollecitare il pagamento degli stipendi e non ho mai avuto risposte». Sotto gli occhi di decine di clienti (le 52 camere dell'albergo sono tutte occupate) e del personale dell’albergo, l’uomo è salito sul tetto.
Immediata e sdegnata la reazione del sindaco di Posada, Roberto Tola, che ha riunito d’urgenza la giunta e mandato la polizia municipale a notificare l’ordinanza di sospensione dell’attività ai titolari della struttura. «Ci sono arrivate numerose lamentele e richieste d’intervento dai dipendenti dell’albergo – dice il sindaco – sappiamo che è in corso una vertenza legata ai licenziamenti e siamo stati costretti a emettere l’ordinanza di chiusura, motivandola con il fatto che la società, più volte sollecitata, non ha mai completato la pratica amministrativa legata alla messa in sicurezza dell’hotel.Ci dispiace per i disagi che subiranno i turisti in vacanza a Posada, ma soprattutto per i dipendenti che, a quanto ci è stato detto, lamentano il mancato pagamento degli stipendi. L’immagine del nostro paese non viene certo bene fuori da questa vicenda e quindi non potevamo tollerare ulteruiormente una situazione del genere».
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