"Monumenti aperti",  Sardegna da scoprire attraverso 750 siti storici e culturali

Ci sarà tempo cinque fine settimana, dal 29 aprile al 28 maggio, per visitare e apprezzare il patrimonio isolano. Coinvolti 57 comuni

CAGLIARI. «È il primo progetto di comunità regionale che sia mai stato pensato, in cui la trasmissione della memoria rappresenta un valore di autenticità oltre che culturale, autenticità che è anche alla base dell’idea di Sardegna che vogliamo promuovere», ha sottolineato l’assessora del Turismo, Barbara Argiolas, che ha ipotizzato per «Monumenti aperti» l’inserimento nella programmazione regionale e nei canali di comunicazione e promozione della Regione L’edizione 2016, costata circa 300mila euro (di cui 180mila coperti dagli enti locali), ha registrato 296mila firme lasciate dai visitatori nei 694 siti aperti nei 48 Comuni aderenti.

Informazioni e aggiornamenti sugli eventi 2017 sono consultabili sul sito monumentiaperti.com. Il tag ufficiale della comunicazione social è #maperti17. La manifestazione sarà raccontata anche tre canali ufficiali su Facebook (Monumenti aperti), Twitter e Instagram ( monumentiaperti) Il visual scelto per la campagna riproduce un territorio extraurbano della piana vicino a Sanluri. 

Ci sarà tempo cinque fine settimana, dal 29 aprile al 28 maggio, per visitare e apprezzare in tutta la Sardegna gli oltre 750 luoghi della cultura che saranno aperti al pubblico in 57 Comuni in occasione della XXI edizione di «Monumenti aperti». Per la prima volta la manifestazione - nata nell’isola nel 2001 a Cagliari, Alghero, Capoterra e Sanluri - varca il mare per includere, il 14 e il 15 ottobre, una tappa a Ferrara, che offrirà il suo ricco patrimonio culturale, a cominciare da una mostra sul pittore Carlo Bonomi al Palazzo dei Diamanti, come anticipato oggi dall’assessore comunale alla Cultura Massimo Maisto.

«Paesaggio-Comunità di storie» è il tema dell’edizione 2017 cui parteciperanno per la prima volta dieci Comuni: Bauladu, Bonorva, Castiadas, Orani, Osilo, Santadi, Semestene (la più piccola fra le new entry con circa 350 abitanti), Thiesi, Uta e Villamar. Oltre 17mila volontari, fra i quali 11mila studenti delle scuole e delle università della Sardegna saranno a disposizione dei visitatori per raccontare i segreti e le meraviglie dei «Monumenti aperti».

A Cagliari, che da 21 anni partecipa alla manifestazione organizzata da Imago Mundi onlus presieduta da Fabrizio Frongia, si potranno visitare il magnifico parco di Villa Devoto, sede di rappresentanza della Regione Sardegna, e le torri Pisane nel quartiere di Castello e riscoprire il colle di Tuvixeddu, attraverso percorsi nuovi. Altri siti che si offriranno quest’anno a turisti ed estimatori sono il Castello di Serravalle a Bosa, San Nicola di Trullas a Semestene, il villaggio e i complessi minerari di Arbus, Osilo e le sue numerosissime chiese, la cascata Su Stampu e su Turnu a Sadali, la chiesa di Sant’Antioco di Bisarcio a Ozieri, le torri e i bastinoi di Alghero, il duomo di Santa Maria a Oristano e la cascata Sa Spendula a Villacidro.

Finora sono 129 i Comuni dell’isola che almeno una volta hanno aderito a «Monumenti Aperti», manifestazione su cui l’assessorato regionale della Cultura ha investito negli ultimi dieci anni un milione di euro, come ha ricordato l’assessore Giuseppe Dessena stamane a Cagliari in occasione della presentazione dell’edizione 2017 alla Biblioteca regionale.

Nel triennio l’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio ha stanziato per l’evento, che registra ogni anno numeri in crescita, 150mila euro. Ma,

ormai, come sottolineato dal presidente di Imago Mundi, sono per la gran parte (il 60%) gli enti locali aderenti a sostenere le spese, cui si aggiungono la Fondazione di Sardegna, gli sponsor privati, i contribuenti attraverso il 5Xmille e i proventi dell’iniziativa «Un euro per la Cultura».

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