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guerra alle porte

Libia nel caos, sassarini in pre-allerta

Con l'avanzata dell'Is il governo è pronto a valutare un intervento guidato dalla Nato. La Brigata Sassari forza di intervento rapido

SASSARI. L’allerta per il momento non è ancora scattato. Mentre ci sarebbe una sorta di pre-allerta per tutti i «corpi d’èlite» dell’Esercito italiano e quindi anche per la Brigata Sassari. Il comando di piazza Castello sarebbe già in fibrillazione. Del resto, il ministero della Difesa è stato chiaro: 5mila soldati devono essere pronti a partire per la Libia. La minaccia è diventata ancora più concreta nella serata di ieri quando alcune motovedette della Marina italiana, che stavano soccorrendo un barcone di naufraghi al largo delle coste libiche, più o meno in mezzo al Mediterraneo, sono state minacciate con le armi dagli scafisti.

La situazione in nord Africa è tesissima. Ormai la missione militare sembrerebbe imminente. Ed ecco così entrare in gioco la Brigata Sassari. Non potrebbe essere altrimenti. I sassarini sono ormai diventati di diritto un reggimento d’èlite dell’Esercito italiano. Grazie alla loro preparazione e alla professionalità mostrate in tutti gli scenari in cui sono stati chiamati a operare.

Se la chiamata non è ancora arrivata è soltanto perché i primi a partire in teatri di guerra, come si prefigura a tutti gli effetti quello della Libia, sono sempre i reparti speciali. Ma non è improbabile che alcuni specialisti della “Sassari” possano essere richiamati e aggregati alle forze pronte a prendere il mare per raggiungere il nord dell’Africa.

Ma la chiamata ritardata potrebbe anche essere una sorta di rispetto nei confronti di una brigata che tra pochi giorni celebra i cento anni di vita. L’allerta potrebbe essere quindi soltanto rinviato.

Del resto se il comando delle operazioni dovesse essere affidato a esperti militari di Africa e Medio Oriente, la Brigata Sassari sarà sicuramente coinvolta. Uno dei suoi comandanti più recenti, il generale di divisione Luciano Portolano, è attualmente impegnato in Libano e la missione potrebbe essere affidata proprio a lui. Un generale che, quand’era al comando della Sassari, era stato insignito della più alta onorificenza della Nato su proposta del mitico generale Allen, il comandante di tutte le forze militari americane

impegnate nel mondo. Il comportamento dei sassarini in Afghanistan era stato monitorato con attenzione e la loro perfetta organizzazione e grande professionalità mostrate sul campo, sotto tutti i punti di vista, non erano certo sfuggito agli esperti osservatori militari.
 

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