Oristano, arrivati 43 detenuti pericolosi

Trasferimento in serata a Massama: c’è anche il boss della ’ndragheta Rocco Morabito

    di Elia Sanna

    ORISTANO. Dovevano arrivare la scorsa settimana, ma dei problemi tecnici ne avevano fatto slittare la partenza. Ieri sera, con un volo charter, sono arrivati 43 detenuti nel nuovo carcere di Massama. La maggior parte sono in regime di alta sorveglianza. Tra loro ci sarebbe anche Rocco Morabito, uno dei più potenti boss della ’ndragheta calabrese. Non ci sono solo italiani ma anche musulmani e cinesi.

    L'aereo è arrivato nel primo pomeriggio all'aeroporto di Elmas, proveniente da Milano. Un volo speciale predisposto dal ministero della Giustizia e coperto dal massimo riserbo. Questa volta lo spiegamento di forze è stato molto meno evidente del passato proprio per evitare gli sguardi indiscreti. Prima delle 15 i detenuti sono stati fatti salire su un autobus della polizia penitenziaria. Con l'ausilio di una robusta scorta di agenti, l'automezzo è partito alla volta di Oristano. Un'ora dopo circa il bus ha lasciato la 131 e ha imboccato la provinciale con direzione il carcere di Massama.

    Controllati da decine di agenti i nuovi ospiti sono entrati in carcere e dopo le relative immatricolazioni sono stati trasferiti al terzo piano della struttura riservata proprio ai detenuti ad alta sorveglianza. Si tratta del reparto sottoposto alcuni mesi fa ai lavori di ristrutturazione. Proprio in quella parte del carcere erano state riscontrate delle lesioni al tetto che avevano causato infiltrazioni d'acqua.

    Dopo tante polemiche e numerosi rinvii alla fine, come previsto e annunciato, sono sbarcati anche ad Oristano i primi detenuti ad alta sorveglianza. I dettagli del loro trasferimento erano stati studiati qualche settimana fa dallo stesso ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. La conferma della sua presenza non era dovuta infatti sola alla visita di Papa Francesco. In quell’occasione avrebbe riunito i direttori delle carceri isolane tra i quali il responsabile del penitenziario di Massama, Pierluigi Farci. Alla fine quindi il primo tassello si è chiuso: nonostante le proteste e le interpellanze parlamentari, mafiosi e camorristi sono arrivati nell'isola. I nuovi ospiti del carcere di Massama sono persone che hanno avuto condanne per reati di mafia e che sono stati affiliati alle cosche pur non essendo tra gli elementi di spicco della criminalità organizzata, rimangono dei detenuti particolari con alle spalle rapporti che si possono tranquillamente definire pericolosi per infiltrazioni anche nel tessuto sociale del territorio.

    Non sarà facile avere conferme ma le indiscrezioni confermerebbero che tra loro ci possa essere Rocco Morabito, uno dei figli di Giuseppe "U Tiradrittu", finito in carcere a marzo scorso dopo un blitz che ha portato all'arresto di 20 persone affiliate alla ’ndrangheta con interessi in mezza Europa. La presenza di esponenti della malavita organizzata a Massama confermerebbe le qualità di sicurezza della nuova struttura nella quale proprio di recente sono arrivati anche i primi rinforzi. Molti degli agenti, sono sardi, rientrati dopo anni di lavoro nelle carceri di mezza Italia. Alcuni di loro, di recente, sono stati sottoposti ad addestramenti speciali proprio per essere pronti ad affrontare i nuovi detenuti ad alta sorveglianza. Occorrerà ora vedere se il loro arrivo scatenerà nuove proteste da parte di alcune forze politiche contrarie al loro arrivo in Sardegna.

    20 ottobre 2013

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