L’idea di una giovane sassarese laureata in filosofia: «Frasi standard per l’approccio senza scadere nel volgare»
OROSEI. Il nome dell'iniziativa è già di per sé intrigante: Learn to love. Imparare ad amare. Ma è il sottotitolo a lasciare pochi dubbi sull'originalità dell'attività di svago sotto l'ombrellone proposta ai suoi clienti dal Blue Summer, un chiosco balneare nella spiaggia di Sa Marina: “Corso rapido di Inglese per cuccare in spiaggia”. Proprio così: una serie di lezioni gratuite per imparare ad abbordare, con garbo e simpatia, le turiste (o i turisti) nelle spiagge e nei locali oroseini. Sì, perché a quanto pare il fascino mediterraneo da solo non basta più per far colpo.
I tempi cambiano e la globalizzazione impone nuove regole comportamentali anche nella tecnica dell'approccio. Ad incominciare da una minima conoscenza della lingua estera più diffusa e universalmente compresa. L'inglese appunto. L'idea è venuta a Marta Pulina, 23enne sassarese di madre oroseina, una laurea in filosofia conseguita all'università di Bologna, abituale frequentatrice della spiagge oroseine in estate. «In un primo momento avevo pensato di tirar su qualche soldo facendo ripetizioni di inglese in spiaggia – racconta la ragazza già in tenuta da “teacher on the beach”, seduta ad un tavolino del suo nuovo posto di lavoro –. Ma sarà che quest'anno c'è meno gente o che le lezioni di riparazioni in spiaggia non tirano. Fatto sta che le cose non stavano andando come speravo. Così inseme ai titolari del bar ci siamo inventai questa iniziativa».
E allora messi da parte i testi di Socrate e Kant, Marta Pulina è pronta a sciorinare il suo fluente inglese appreso a Edimburgo dove vive praticamente in pianta stabile da due inverni proprio per specializzarsi nella lingua di Shakespeare. Il corso è suddiviso in tre lezioni e prevede l'insegnamento delle frasi standard dell'approccio: da quelle più elementari per presentarsi, sino a quelle un po’ più impegnative per invitare la bella o il bello ad andare a ballare, a fare un tuffo in mare oppure una romantica passeggiata. Fino a dialoghi più complessi e malandrini... «Senza mai scadere nel volgare – puntualizza però Marta –, il cafone e lo sborone sono figure ormai decisamente “out”. Ci vuole un tocco di gentilezza e anche un pizzico di psicologia per capire cosa bisogna evitare e cosa invece è gradito». Il corso prevede inoltre di affiancare alla teoria anche un po’ di pratica con vere e proprie simulazioni di “abbordaggio”. La prima lezione è prevista per domani dalle 17 alle 19 per poi ripetersi alle stesse ore tutti i sabato e le domeniche di agosto. L'aula sarà ovviamente la spiaggia di Marina e la pineta di fronte al chiosco. Vestiti consigliati per gli allievi: comodi bermuda per lui e pareo per lei. Per i corsisti sarà di sicuro una maniera decisamente originale per imparare una lingua straniera e per l'insegnante un modo per sperimentare magari un nuovo lavoro. Nel periodo della flessibilità tutto, prima o poi, può venire utile. Se poi si aggiunge anche il dilettevole... be’, che male c'è?
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