Il furgone Ford Transit che ha seminato il panico sulla 131 all’altezza del bivio per Bancali Il conducente, un marocchino di 34 anni, sostiene di essere stato accoltellato
SASSARI. «Mi hanno accoltellato, aiutatemi, non voglio morire». Sono le prima parole che un marocchino di 34 anni, Sami Aboulama, ha detto ai soccorritori dopo essere finito contro un guardrail sulla statale 131, con un furgone Ford Transit bianco. Non prima di aver sradicato tre pali della segnalitica, essere salito sullo spartitraffico e aver percorso un tratto di strada «sulle due ruote di destra», ha detto un automobilista che se l'è vista brutta. Ma l'antefatto dell'incidente avvenuto ieri verso le 19.30 tra Porto Torres e Sassari, chilometro 223, potrebbe essere un altro.
Un furgone bianco, molto simile al suo, era stato visto poco prima nel centro del paese, in Corso Vittorio Emanuele, mentre danneggiava due auto parcheggiate. Il conducente era scappato via incurante delle invettive dei proprietari. I carabinieri ora stanno cercando di capire se si tratti della stessa persona. Come stanno cercando di chiarire se quello di ieri sera sia stato solo uno scontro spettacolare causato da un automobilista fuori controllo. Oppure la conseguenza di un fatto di sangue. All'altezza del ristorante "Li lioni", nell'omonima località sulla 131, il Transit bianco procedeva sulla corsia in direzione Sassari, quasi a zig-zag. Così lo ricorda chi era dietro di lui, Roberto Casu, 23 anni, meccanico di Porto Torres, a bordo della sua Peugeot 206.
«L'ho visto che procedeva in modo strano, gli ho fatto segno con i fari perché volevo superarlo, e lui mi ha lasciato spazio», ha spiegato dopo lo scontro. Ma quando ha iniziato il sorpasso, il conducente del furgone ha sterzato d'improvviso verso sinistra stringendolo all'altezza della fiancata destra, nella parte posteriore. A quel punto, è il racconto del meccanico, «ho frenato, mi sono fermato perché ho avuto paura».
Erano arrivati pochi metri prima del bivio per Bancali, punto di confine tra Porto Torres e Sassari, e il furgone andava ancora a zig-zag, tanto che nell'ondeggiare verso destra ha divelto i pali della segnaletica, per poi continuare verso sinistra. In quel tratto «è salito sullo spartitraffico, l'ho visto sulle due ruote laterali, poi è andato a sbattere sul guardrail di destra», ha ricordato il testimone.
Infine, il Transit guidato dal marocchino ha terminato il percorso sulla corsia di sorpasso, a quasi un chilometro dall'urto iniziale con la 206, con la fiancata sinistra appoggiata alla barriera centrale. E uno strascico di detriti sull'asfalto. Il meccanico ha cercato aiuto. «Il suo volto era pieno di sangue, aveva la mano aperta». In realtà le condizioni del conducente non erano disperate, ma quando i vigili del fuoco sono arrivati, farfugliava qualcosa che dovrà essere oggetto di indagine.
«Aiutatemi, mi hanno accoltellato», ha detto a vigili e medici del 118 che l'hanno portato sirene spiegate al pronto soccorso del Civile. Aveva una ferita all'addome, vicino all'ombelico, forse superficiale. In mano i soccorritori gli hanno visto dei vetri con i quali sembrava si stesse ferendo. Nel furgone, tracce di sangue, un casco giallo da cantiere, e due coltelli da cucina, puliti. Ora i carabinieri di Porto Torres, guidati dal comandante Mario Colicchio, stanno cercando di capire se è stato vittima di un'aggressione, oppure se stesse vaneggiando. In serata i militari stavano completando i riscontri per attribuirgli la carambola con le auto al Corso. Oggi potranno sentirlo: ricoverato con codice rosso, non rischia la vita.
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13 febbraio 2012