Da Mamoiada e Orgosolo l'appello accorato alla Regione: «L'assessore faccia qualcosa, sinora siamo stati ignorati»
Alghero. Scene decisamente insolite nella Riviera del Corallo, dove sulla spiaggia si gioca a palle di neve (foto Roberto Gabrielli)
ORGOSOLO. Continua a nevicare nel Nuorese, con situazioni particolarmente difficili nelle zona di montagna. Aziende ancora isolate a Orgosolo e Mamoiada. Diversi i capi bovini che mancano all'appello nel Supramonte dove c'è un metro di neve. Un'ottantina gli allevatori nel dramma. I pastori si danno una mano tra di loro per raggiungere le aziende visto che, come dicono, nessuno tranne la Coldiretti, si è interessato ai loro problemi. Le scorte dei mangimi, della paglia e del fieno sono finite e i costi son schizzati alle stelle mentre resta invariato il prezzo del latte. Non bastava lo sciopero dei trasportatori che ha impedito le forniture, a dare la mazzata finale è arrivata la neve. E adesso, da Mamoiada e Orgosolo i pastori allo stremo lanciano un appello all'assessore regionale all'Agricoltura e riforma agro-pastorale, Oscar Cherchi, perché intervenga immediatamente per risolvere la situazione gravissima: con un «buono» a titolo di risarcimento danni o con il riconoscimento dello stato di calamità naturale che, peraltro, il sindaco di Mamoiada Graziano Deiana ha già richiesto. Per la tradizionale riservatezza dei pastori barbaricini non tutti hanno il «coraggio» di mettere in piazza i loro problemi. Lo fanno per l'intera categoria due giovani della nuova generazione, Antonello Mesina di Orgosolo e Franco Pira di Mamoiada. Entrambi trentottenni, raccontano l'odissea vissuta nelle ultime settimane. «Il nostro lavoro è bellissimo, però a questo punto non vale la pena andare avanti. A Pradu - dice Antonello Mesina - ci sono 70-80 centimetri di neve. Gli allevatori del Supramonte hanno chiesto più volte l'intervento della Protezione Civile Regionale, non c'è stata alcuna risposta. Il Comune ci ha dato una mano, nei limiti del possibile. Chi non ha fatto nulla è l'Ente Foreste regionale. Chiediamo l'aiuto dell'assessore Cherchi, vogliamo un sostegno dalla Regione. Siamo arrivati al limite, «semus isalaos» (senza più forze ndr), non abbiamo più voce. Se dai nostri paesi spariscono i pastori che cosa rimane? Va bene il turismo ma come dice un mio collega, è la pecora la regina della Sardegna». Il giovane pastore orgolese che ha l'azienda a Montes si reputa comunque fortunato rispetto ad altri che hanno i loro ovili nel Supramonte: molte delle bestie, soprattutto vacche, mancano all'appello. Solo quando le nevicate saranno finite si potrà fare la conta. «La mia azienda si trova a Sa Untana e Sa Serra, dove ci sono 60 centimetri di neve - dice Franco Pira -. La situazione, per me e per tutti gli altri colleghi, è drammatica: siamo dimenticati dalle istituzioni, nessuno si è fatto sentire né tantomeno vedere. Nei capannoni non c'è più mangime e i prezzi stanno lievitando giorno dopo giorno, in giro non si vede neppure un filo d'erba per le nostre bestie. Non sappiamo letteralmente più dove sbattere la testa. Gli unici che ci hanno ascoltato sono stati i responsabili della Coldiretti. Per questo voglio ringraziare il direttore di Nuoro Aldo Manunta e quello provinciale Luca Saba che si stanno impegnando per aiutarci». Ma non basta, e bisogna fare in fretta, perché gli allevatori sono allo stremo. Con la speranza che il grande freddo conceda una tregua.
12 febbraio 2012