PORTO TORRES. Senz'acqua potabile il Parco nazionale dell'Asinara è destinato alla chiusura. E la prossima stagione turistica - che comincia con l'arrivo della primavera - rischia di essere caratterizzata da una decisione drastica: il divieto di accesso per i visitatori. Il provvedimento, annunciato anche lo scorso anno, è stato ribadito dal presidente del Parco Pasqualino Federici e dal sindaco di Porto Torres Beniamino Scarpa: «Il Parco non può garantire servizi di qualità se manca un bene essenziale come l'acqua potabile, la Regione deve intervenire». Poca acqua e pochi soldi, consiglio direttivo mai nominato, servizio medico da istituire, continuità territoriale da migliorare. L'inverno doveva servire per sbloccare alcune situazioni prioritarie, invece sono già trascorsi diversi mesi (diciamo da novembre a gennaio) e i passi avanti sono stati davvero piccoli. Se ne è parlato a margine del convegno sul nuovo porto turistico di Porto Torres promosso dalla Cormorano Marina e dall'Assonat. «Ci stiamo confrontando continuamente con la Regione - ha detto il presidente Federici - e il Comune è al nostro fianco, ma finora non abbiamo ottenuto risultati. Così passa il tempo, e se l'Asinara non avrà l'acqua potabile è difficile che possa essere aperta ai visitatori. Non avrebbe senso, perchè i problemi di gestione sarebbero rilevanti». C'è qualcosa che non torna nelle vicende del Parco nazionale che - nonostante le enormi potenzialità - continua a non decollare. Il «progetto idrico» è sul tavolo della Regione ormai da tempo. E c'è da dire che la Conservatoria delle Coste aveva avviato due percorsi per un intervento da 6milioni di euro (tra fondi euripei e Fas), ma non se ne sa più niente. Quindi è facile immaginare che la pratica si sia arenata da qualche parte. La giunta regionale, invece, aveva sul tavolo un budget da 10milioni di euro proprio per l'Asinara: ogni volta che deve confrontarsi con altre priorità regionali però l'isola-parco viene automaticamente retrocessa e le risorse distribuite in altre direzioni. E questo alla faccia dei proclami sul ruolo strategico per lo sviluppo del territorio. L'ultima notizia che rimbalza da Cagliari riguarda un progetto che la Conservatoria avrebbe rimodulato (valore 2milioni di euro) per cercare di garantire almeno il servizio efficiente di acqua potabile a Cala d'Oliva, dove tra l'altro è stato appena assegnato il punto di ristoro a una Associazione temporanea di imprese. Sulla vicenda della possibile chiusura dell'Asinara, così come annunciata dal presidente Pasqualino Federici e dal sindaco Beniamino Scarpa, però, non mancano le polemiche politiche. Ieri il consigliere regionale del nord Sardegna Massimo Mulas, dell'Upc, ha contestato le dichiarazioni dei due amministratori: «Ho appreso con grande rammarico delle dichiarazioni rilasciate dal senatore Federici, oggi presidente del Parco, e dal sindaco di Porto Torres Beniamino Scarpa - ha affermato Mulas - i quali dimenticano di essere stati autorevoli parlamentari nazionali e regionali del territorio, e che mai in tanti anni di "vacche grasse" si sono sognati di fare arrivare risorse significative per questa parte di Sardegna, o nello specifico per placare la sete dell'isola-parco». Il consigliere regionale dell'Upc auspica che «i proclami apocalittici di chiusura del Parco nazionale dell'Asinara restino solo delle maldestre e anacronistiche dichiarazioni di chi dovrebbe programmare e progettare la ricerca di fondi per un settore, quello idrico, di competenza di Comune e Autorità d'ambito». E Massimo Mulas ha sottolineato che la Regione - con il lavoro svolto dalla Conservatoria delle Coste - «sta già mettendo in campo risorse per reperire soluzioni (con i bandi di assegnazione) e rilanciare il quadro economico di un'isola-parco dove sarà possibile consentire residenze stabili e giustificare così finanziamenti primari come quello dell'acqua potabile».
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12 febbraio 2012