Secondo filone dopo quello sul Banco. La difesa: accusa non supportata nemmeno da una perizia
di Elena Laudante
Sotto la lente i tassi applicati a un cliente tra il 2003 e il 2004
SASSARI. Due ex direttori di una filiale della Banca di Sassari sono sotto inchiesta per l'ipotesi di reato di usura bancaria. Inchiesta scattata dalla denuncia di un cliente, un commercialista, che lamenta di aver subito tassi sopra la soglia di legge, tra il 2003 e il 2004. La procura della Repubblica ha finito i suoi accertamenti e lo ha comunicato agli indagati. Si tratta di accuse allo stato embrionale che non hanno superato il vaglio di un giudice. Né hanno ottenuto il supporto tecnico di esperto: il giudice delle indagini preliminari ha respinto la richiesta di perizia, esame che serve a valutare se i calcoli dell'istituto sugli interessi da scoperto di conto rispettassero i parametri allora imposti dalla Banca d'Italia, che stabilisce periodicamente i tetti anti-usura. Indagati sono i direttori che allora si alternarono alla guida della filiale della Banca di Sassari del centro: Salvatore Lai, 61 anni di Alghero, e Luigi Selis, 65 anni di Oristano. Di quella filiale era cliente il commercialista Fernando Ferrari, che qualche mese fa aveva presentato un esposto sul rapporto con due istituti, Banca di Sassari e Banco di Sardegna. Aveva lamentato, complessivamente, di aver pagato oltre 100mila euro di interessi in più su fidi ottenuti dagli anni Novanta al 2007. Non è chiaro quanto sia la quota che addebita alla Banca di Sassari.
Nessuna cifra viene contestata nel dettaglio agli indagati.Secondo le accuse del pm Giovanni Porcheddu, gli allora funzionari sarebbero stati responsabili della gestione diretta del cliente Ferrari, avrebbero applicato tassi di interesse superiori a quelli fissati dalle norme vigenti, tra gennaio 2003 e giugno 2004. Viene contestata l'aggravante di aver agito nell'ambito di attività bancaria.Avuto notizia dell'inchiesta, i difensori degli ex bancari, Franco Luigi Satta e Sebastiano Chironi, avevano sollecitato la nomina di un perito, esperto super partes che analizzasse i tassi applicati all'epoca e li comparasse con quelli che il cliente sostiene di aver pagato, in modo da capire quale fosse quello reale. Ma il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto che quell'accertamento si possa svolgere durante il dibattimento, in un tempo non superiore ai 60 giorni, arco temporale oltre il quale - per evitare lungaggini processuali - si tende ad anticipare in incidente probatorio alcuni esami particolarmente complessi. Rigettata la richiesta di perizia, il pm ha chiuso l'attività istruttoria. Secondo l'avvocato Satta, si tratta di «un'ipotesi di accusa privatistica, nemmeno supportata da perizie o consulenze. Se la Procura intenderà chiedere il rinvio a giudizio, attenderemo serenamente l'udienza preliminare ed in questa sede, davanti al Giudice, si svilupperanno le più appropriate difese».
Sempre dall'esposto del commercialista è nato il filone che riguarda l'ex direttore della filiale di piazza Castello del Banco, Antonello Spano (assistito dai legali Gianluca Aste e Pietro Arru), anche lui iscritto nel registro degli indagati per la stessa ipotesi. In questo caso il gip aveva accolto la richiesta di perizia e il 21 febbraio affiderà l'incarico a un professionista. Clamorosa era stata l'inchiesta dalla Procura di Nuoro sui vertici del Banco di Sardegna: il procuratore Andrea Garau aveva ritirato la richiesta di rinvio a giudizio presentata da un suo sostituto, aveva ordinato ulteriori perizie e poi un altro sostituto aveva chiesto e ottenuto l'archiviazione.
11 febbraio 2012