Sindacati soddisfatti dalla partecipazione dei lavoratori: «La vertenza contro lAsl 7 continua»
di Giovanni Di Pasquale
Lospedale Sirai di Carbonia, ieri assicurate solo le urgenze
CARBONIA. C'è soddisfazione tra i sindacati confederali per l'adesione alle tre ore di sciopero dei lavoratori del comparto sanità del Sulcis Iglesiente. I dati ufficiali non sono ancora disponibili ma Cgil, Cisl e Uil parlano di «un'ualta partecipazione», che di fatto ha bloccato l'attività di servizi e reparti a Carbonia e Iglesias. Ieri, negli ospedali e nei poliambulatori si è lavorato solo per le urgenze. Tre ore di sciopero, si è detto, organizzate con il metodo dell'astensione all'inizio del turno: la manifestazione del disagio dal parte di dipendenti dell'Asl numero 7 - esclusi i dirigenti - è di fatto durata tutto il giorno. All'origine dell'iniziativa, per certi versi clamorosa (l'ultimo sciopero proclamato in ambito Asl nel territorio risaliva a oltre dieci anni fa, addirittura al 1999), la vertenza relativa al pagamento della produttività per l'anno 2007 e le cosiddette "progressioni orizzontali": «Per difendere i diritti acquisiti con gli accordi integrativi decentrati del 2005 e del 2008; reclamare le risorse del fondo della produttività, mai erogate dal 2002 ad oggi; esigere corrette relazioni sindacali ed il rispetto degli accordi siglati; pretendere l'adeguamento delle carriere a quelle dei colleghi operanti nella altre Asl della Sardegna (mediamente due progressioni economiche in meno a parità di requisiti); chiedere all'assessore regionale alla Sanità un provvedimento di discontinuità con l'attuale gestione aziendale». A proposito della Regione, una ulteriore forma di protesta potrebbe essere a questo punto (se ne parlerà già la prossima settimana) una manifestazione dei lavoratori a Cagliari, davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità, in via Roma: se n'è discusso durante le tre ore di assemblea, che si è svolta dentro le stanze della sede centrale dell'Asl, in via Dalmazia dalle 10 alle 13. Stante l'ormai conclamata incomunicabilità fra la direzione dell'azienda sanitaria numero 7 e le organizzazioni sindacali confederali, Cgil, Cisl e Uil tentano insomma cambiare il fronte d'attacco alla gestione impersonata dal numero uno Maurizio Calamida: da quello strettamente tecnico-amministrativo a quello più prettamente politico. Per comprendere, in ultima istanza, se l'azione del direttore generale abbia o meno una copertura politica, da parte della giunta regionale e della maggioranza: non solo per quanto concerne i rapporti con il sindacato, sicuramente arrivati a un punto che non si ricorda così basso, ma anche per i più ampi progetti di riorganizzazione della sanità a Carbonia e Iglesias, di cui si parla da tempo e che ritornano a scadenze fisse.
Giovanni Di Pasquale
11 febbraio 2012