Odissea per trovare un'ambulanza

Anziani e malati in difficoltà, in città manca il servizio di trasporto

    di Paolo Zuddas  NUORO. Cercare un servizio straordinario di ambulanza in città e non trovarlo. È quello che è successo a un pensionato di Nuoro, il signor Franco Carzedda. La moglie ha un mieloma al midollo osseo ed è paralizzata ormai da tempo.  Qualche settimana fa doveva sottoporsi ad alcune visite speciali all'ospedale San Francesco. E così, il signor Carzedda ha preso in mano il telefono sperando di rintracciare qualche organizzazione disposta a trasportare la donna in clinica. «Per un intero pomeriggio non ho trovato nessuno che venisse a prendere mia moglie - accusa l'uomo - ho chiamato la Vos, la Croce rossa, Progetto uomo e l'associazione Don Bosco. Non mi rispondevano oppure mi dicevano di richiamare: è stato un incubo». Per fortuna, la donna è riuscita a presentarsi in ospedale. «A fine serata - continua Carzedda - ho trovato degli angeli, due volontarie della Aso di Oliena che la mattina seguente sono venute a prelevare mia moglie».  A quanto pare, dunque, il capoluogo barbaricino non dispone di un'attività di trasporto speciale adeguato. «Purtroppo è così - conferma Elisabetta Demontis, presidente dei volontari Don Bosco -, la nostra associazione è nata proprio nel tentativo di supplire a un servizio che è carente. La Don Bosco non ha alcuna convenzione, andiamo avanti solo grazie alle offerte dei cittadini». Mancanza di fondi, quindi, ma non solo. «Mi sembra - continua Demontis - che tra le associazioni di volontariato nuoresi manchi lo spirito di collaborazione».  Parole amare, che però non tutti gli operatori condividono. «Riceviamo tante telefonate ogni giorno - dice un ragazzo in servizio civile alla Vos -. Abbiamo solo due ambulanze per il trasporto dei malati e i volontari sono pochi: è impossibile accontentare tutte le richieste». Sembra funzionare bene anche l'attività di Progetto uomo, una cooperativa sociale molto attiva sul territorio cittadino.  «Da anni siamo convenzionati con il Comune e con la Asl di Nuoro - dice Maria Teresa Cui - e offriamo un servizio importante ai cittadini. Purtroppo non abbiamo ambulanze e perciò non possiamo garantire il trasporto di persone allettate».  Servizio che invece è garantito dall'associazione Aso. «Siamo tutti volontari di Oliena - afferma Graziella Tuffu -, ma non limitiamo il servizio solo ai nostri concittadini. Capita molto spesso di ricevere delle richieste di intervento da Nuoro e dai paesi vicini, e in molti casi sono gli stessi utenti che ci informano dei disservizi di cui sono vittime».  Quasi tutte le associazioni di volontariato nuoresi sopravvivono quindi solo grazie ad auto-finanziamenti. E in questo modo è difficile pensare che le stesse possano garantire un servizio adeguato. Forse le amministrazioni locali potrebbero fare di più per aiutare il loro lavoro. Sul tema sarebbe stato interessante conoscere l'opinione della Asl di Nuoro e della Croce rossa locale. Impossibile, tuttavia, contattarli; nonostante i ripetuti tentativi, nessuno risponde.
    11 febbraio 2012

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