A San Sperate dal 18 febbraio al 10 marzo il Campidano Film Festival: mostre di Volta e Dondero
CAGLIARI. Luciano Marrocu, scrittore e storico, l’ha definita ieri mattina una «formidabile occasione per conoscere il cinema di fiction di impegno civile, con opere di profondo significato, come ad esempio «Inconscio italiano» di Luca Guadagnino, mai visto in Sardegna, e dedicato alle scure pagine del colonialismo italiano in Abissinia, ma anche autori giovani e no, protagonisti del nuovo cinema indipendente». Tutto questo accade al «Campidano film festival», allestito dall’associazione Tina Modotti, nell’arco di quattro week end, dal 18 febbraio al 10 marzo, a San Sperate con la direzione artistica di Alessandra Piras. Un programma fitto che questo anno (quarta edizione) oltre ai film (dieci) e agli incontri con i cineasti - da Pasquale Scimeca ad Andrea Segre, da Giulia Amati e Sergio Fergnachino e Daniele Atzeni - si arricchisce anche di due mostre fotografiche, una di immagini inedite di Pablo Volta, il grande fotografo recentemente scomparso che aveva eletto il paese dei murales campidanese a “buen retiro” e un’altra di Mario Dondero, fotoreporter giramondo. Sono entrambi dedicate al mondo del cinema. Fotografie di scena che, oltre a documentare le fasi di lavorazione di un film sono anche una ricognizione dall’interno dell’opera stessa. Nel caso di Pablo Volta, è la stessa Piras a ricordare come queste foto, venticinque, regalate lo scorso anno dallo stesso fotografo all’associazione, segnano un momento importante nella vita di Volta. «Pablo - ha raccontato la direttrice del festival - aveva da tempo smesso di fotografare. Si sentiva in crisi e nonostante i suoi migliori amici, Pinuccio Sciola per primo, lo spronassero non ne voleva sentire di rimettersi dietro una macchina. L’occasione arrivò però con la lavorazione del film «Il figlio di Bakunin» di Gianfranco Cabiddu, tratto dal romanzo omonimo di Sergio Atzeni». Film, quest’ultimo, documentato proprio dalle foto di Volta che saranno mostrate al pubblico per la prima volta il 25 febbraio nei locali del Museo della terra cruda assieme a quelle di Mario Dondero, «Ritratti e set» con scatti ripresi durante alcuni film di Pasolini e Welles (visitabili sino al 10 marzo. Orari: 10-13; 17-19,30). Il sipario su «Campidano Film Festival sarà sollevato sabato prossimo 18 febbraio alle 21 al teatro La Maschera, questo anno eletta a sede della rassegna, con la proiezione de «La Kriptonite nella borsa» opera prima di Ivan Cotroneo. L’indomani, 19 febbraio, sarà lo stesso Andrea Segre a presentare il suo «Io sono lì» dedicato ai problemi della convivenza. Il fine settimana successivo il regista Pasquale Scimeca porterà, novità assoluta per l’isola, «I Malavoglia», attualizzazione del romanzo verghiano. Lo stesso Scimeca terrà due incontri sulla regia e la produzione (24 e 25 febbraio alle 19 al Museo della Terra) introdotti da Luciano Marrocu. Il 25 alle 21 si proietta invece «Viaggio di cartone» di Ermanno Olmi e il 26 «This is my land...Hebron» documentario pluripremiato di Giulia Amati e Stephen Natanson sul conflitto israeliano-palestinese. Il 2 marzo si riprende con «Scialla!» di Francesco Bruni, il 3 c’è «Almost Married» di Sergio Fergnachino presentato dallo stesso regista e incentrato sui conflitti generazionali. Il 4 marzo è invece protagonista il cineasta sardo Daniele Atzeni che presenta il suo «I morti di Alos» docufiction sui cambiamenti della Sardegna. Il 9 marzo si proietta «Miracolo a Le Havre» di Aki Kaurismaki e infine il 10, la chiusura con «Incoscio italiano» di Guadagnino presentato dalla storica Valeria Deplano.
11 febbraio 2012