Banco: stop ai pignoramenti

Un mese di tregua per chiarire l'errore della legge 44

    di Alfredo Franchini CAGLIARI. Tregua per un mese sul pasticcio della legge 44, che ha inguaiato gli agricoltori sardi. Il Banco di Sardegna ha accolto l'invito della Regione e ha deciso ieri di sospendere per trenta giorni tutte le azioni esecutive, (i pignoramenti), nei confronti di coloro che non sono riusciti a far fronte alle rate. La moratoria di un mese è estesa anche alle leggi regionali 30 del 1975 e la 11 del 1988: tutte prevedevano un contributo in conto interessi sui finanziamenti concessi dall'istituto di credito. La Giunta Cappellacci ha ereditato il caso eclatante della legge 44 e sta cercando di porvi rimedio. È un pasticcio che ha fatto il giro del mondo: sono davvero tante le imprese che sono state costrette a chiudere, altre sono state pignorate o poste sotto sequestro per colpa di una legge della Regione che non fu notificata per tempo a Bruxelles e per la quale l'Ue ha chiesto la restituzione dei contributi elargiti. Il dramma nel dramma: le diverse aziende agricole poste all'asta e vendute per un'infima quota del loro valore reale. L'esempio di come possa accadere che una legge si possa ritorcere contro coloro che, invece, avrebbero dovuto benefiarne. «In un momento in cui occorre un impegno straordinario da parte di tutti gli attori del nostro sistema economico-sociale», afferma Cappellacci, «la risposta tempestiva del Banco di Sardegna rappresenta un segnale concreto di quello spirito di collaborazione fondamentale per attraversare il guado della crisi, salvaguardare il più possibile le imprese in situazione di sofferenza e cogliere nuove opportunità di sviluppo». Lunedì scorso, il presidente della Regione, Cappellacci, aveva scritto una lettera al presidente del Banco di Sardegna, Franco Farina, segnalando l'anomalia del caso. (Anche perché da un debito di poche migliaia di euro si è arrivati, con gli interessi crescenti, a pagare troppe volte di più la posta iniziale). Il mese accordato dal Banco si giustifica dalla motivazione addotta da Cappellacci: «Stiamo svolgendo un monitoraggio sulle pratiche relative alle legge d'incentivazione. E per completarlo ci vorranno trenta giorni». Per gli agricoltori, un mese, una boccata d'ossigeno.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 febbraio 2012

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