Baia d'Argento, ambientalisti contro

Carloforte, denuncia sull'aumento di volumetria e sul rispetto delle norme edilizie di un hotel classificato come «un ecomostro»

    di Simone Repetto  CARLOFORTE. I lavori per la costruzione del nuovo hotel Baia d'Argento sono fermi e sale la preoccupazione in paese. Il pericolo è che si materializzi uno scempio ambientale se l'albergo non verrà terminato ed aperto in tempi brevi, senza considerare regolarità edilizia e rispetto delle normative ambientali. Una denuncia è stata fatta dal Gruppo di Intervento Giuridico ed Amici della Terra. Gli ambientalisti, dopo aver ricevuto decine di segnalazioni per quello che molti considerano un autentico «ecomostro» hanno caldeggiato ulteriori controlli, rispetto agli accertamenti ed alle verifiche sulle opere effettivamente realizzate da parte del Comune e della Forestale, ricostruendo la recente storia dell'albergo. Dalla ricerca è emerso l'aumento di volumetrie del 25 per cento rispetto alla vecchia costruzione di mezzo secolo fa, in base alla concessione edilizia del 2006, che si basava su un Puc annullato dal Tar nel 2009. «Come è stato possibile realizzare un simile scempio? La colpa maggiore di questo moloch edilizio - sostengono gli ambientalisti - è del vecchio Ptp e del Puc, ambedue annullati in sede giurisdizionale perché ritenuti illegittimi. Rimangono da verificare le opere effettivamente realizzate e la corrispondenza a quanto autorizzato". Mentre continua il dibattito tra contrari e favorevoli all'albergo, l'enorme cantiere continua a restare fermo e destare inquietudini.
    11 febbraio 2012

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