di Vanni Lai
Un iPad Apple, tra le cui applicazioni spicca anche l’ebook reader
Il 2012 è visto da molti come l'anno della svolta per il libro digitale e per gli eBook readers, i lettori elettronici in grado di accedere alla Rete e scaricare migliaia di titoli. Nei giorni scorsi, alla seconda edizione della conferenza internazionale a Milano, ifBookThen, è emerso che le nuove tecnologie sono una strada obbligatoria. Anche in Sardegna librai si difendono come possono, tra scetticismi e nuove proposte.
Le librerie del momento si chiamano bookshop online. In Italia Amazon.it mette a disposizione dei propri utenti Kindle 16mila titoli, Telecom 18.500. Numeri che fanno venire i brividi un po' a chiunque, soprattutto ai librai. Come faranno loro a fronteggiare la rivoluzione digitale? «Fronteggiarla sembra impossibile - dice Aldo Addis della libreria Koinè di Sassari -. Il libraio deve cercare di capire come si può affiancare a questa rivoluzione, nel passaggio dal formato cartaceo al web». Una trasformazione che sta cambiando anche il lettore, con la diversa abitudine alla lettura, all'acquisto e all'utilizzo del libro stesso rispetto agli anni scorsi, prima dell'esplosione del fenomeno eBook.
«Le vie per sopravvivere e reinventarsi ci sono - spiega Addis -. Forse le librerie potrebbero svolgere un compito particolare: da noi si potrebbero scaricare gli eBook, un po' come fare benzina al distributore. Inoltre il libraio può agire da tramite, come già sta avvenendo negli incontri con gli autori». È senz'altro un panorama stimolante per "fare comunità". Concetto di cui Internet si sta impadronendo. «Dobbiamo puntare sull'educazione alla lettura attraverso l'oggetto-libro, affidandola alla professionalità di librai e bibliotecari. Possiamo privarci del piacere di sfogliare un bel libro illustrato?», si chiede Addis.
Il libro nel formato tradizionale viene visto ancora come un compagno, un soprammobile che arreda, un trofeo da esibire, e molte altre cose. Ma anche l'eBook ha queste caratteristiche. E il Progetto Gutenberg, l'idea lanciata nel 1971 dall'informatico e scrittore Michael Hart, è arrivato a destinazione. Una biblioteca in versione elettronica di libri stampati, accessibile a tutti. In tanti però difendono l'oggetto-libro. Secondo il ragazzo spagnolo protagonista di un video cliccatissimo su Youtube il libro stampato è ancora "un producto revolucionario". Tradotto, un «dispositivo di conoscenza bio-ottico organizzato, senza cavi, senza circuiti elettrici, senza batteria». Caratteristiche proprie dell'e-reader. Il più diffuso lettore al mondo è il Kindle di Amazon, un prodotto digitale da 99 euro. Con 2 GB di memoria può contenere circa 1.500 titoli e ha un browser per navigare su Internet. La batteria ha un'autonomia di un mese. Sul mercato c'è anche l'iPad della Apple (dai 480 euro in su), tablet con funzioni da lettore. Allo stesso prezzo del Kindle c'è il Biblet della Telecom. A 199 euro il Sony Prs-T1.
Patrizio Zurru della libreria Piazza Repubblica di Cagliari ritiene che i lettori "veri" cerchino ancora il formato cartaceo. «Un vantaggio che l'eBook non può avere è l'autografo dell'autore - spiega-. E non si deve dimenticare che la promozione dei libri avviene ancora considerando le copie cartacee vendute, almeno in Italia. Un fenomeno interessante per esempio è quello del self-publishing. Mettere online il proprio libro a prezzi bassi può far diventare cartacea la pubblicazione dell'autore in questione». Tra i librai sardi c'è anche chi non vede grossi contraccolpi, almeno per il momento. Secondo Raffaele Casula, della libreria Novecento di Nuoro, «il libro funziona con i lettori più fedeli, perché un classico non muore mai e il pubblico abituato alla lettura è sempre lo stesso, su libro o eBook».
«A Natale gli economici sono stati venduti molto - spiega Casula - sicuramente per effetto della crisi. Ma bisognerebbe evitare il suicidio collettivo investendo soltanto su internet». Un settore che potrebbe andare in crisi è quello dei testi scolastici e universitari. «Una rivoluzione in quel campo manderebbe molti editori forti in crisi - continua -. Ma il rischio maggiore sarà per le piccole case editrici, che non avranno la forza di reinvestire sul mercato». Gli schieramenti pro e contro eBook sono scesi in campo e vestono maglie dai colori diversi. Le squadre sono tante: Maniaci della tecnologia contro Conservatori del libro stampato, Viaggiatori contro Casalinghi, Ambientalisti contro Amanti della carta e Vecchia generazione contro Nativi digitali. Chi vincerà? Un pareggio eBook-libro sarebbe l'ideale.
10 febbraio 2012