Crisi, in tre anni 2000 imprese artigiane in meno

Nel 2011 c'è stato un saldo negativo record, dovuto anche alla crisi: meno 800 attività con oltre duemila addetti che hanno perso il lavoro. Sono i dati dell'ufficio studi di Confartigianato Imprese

    CAGLIARI. Continua l'emorragia delle imprese artigiane sarde: negli ultimi tre anni sono diminuite (differenza fra nuove iscrizioni e cessazioni) di quasi duemila unità (1.863). Nel 2011 c'è stato un saldo negativo record anche a causa delle crisi: -800 attività con oltre duemila addetti che hanno perso il lavoro. Sono dati dell'analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, che ha esaminato le statistiche di Movimprese, l'Istituto di UnionCamere-InfoCamere, sulla natalità-mortalità delle imprese registrate nelle Camere di Commercio.

    L'anno di grazia nell'isola è stato il 2008 quando il saldo, fra nascita e mortalità, ha segnato 43.018 imprese attive. Da quel momento il settore ne ha perso 1.863, con un picco negativo nel 2011: saldo negativo di 817 attività e perdita di circa 2.000 posti di lavoro. "Sono ormai 36 mesi che la nostra isola registra un trend negativo - ha spiegato Luca Murgianu, presidente regionale di Confartigianato Imprese Sardegna - e lo scorso anno, con una media di 2,23 imprese cancellate al giorno e un decremento dell'1,92%, contro un -0,43% a livello nazionale, speriamo si sia toccato il fondo. Questa condizione non è solo il frutto di una situazione generale di crisi ma è soprattutto il risultato di una debolezza conclamata di ogni settore produttivo della Sardegna e dalla scarsa capacità nell'affrontare i problemi".

    La provincia di Cagliari è stata la più colpita con un saldo di -332 imprese (15.502 imprese registrate nel 2011 e 15.834 quelle del 2010) e una decrescita (confronto 2011 su 2010) del -2,06%. Segue Sassari con un bilancio negativo di -258 imprese e un trend del -1,74% (14.557 nel 2011 e 14.815 nel 2010), continua Nuoro con 169 attività in meno e un percentuale di decrescita del -2,12% (7.549 nel 2011 e 7.718 nel 2010), e chiude Oristano che registra un saldo negativo di 58 imprese e una percentuale di decrescita del -1,61% (3.547 nel 2011 e 3.605 nel 2010).

    "E' arrivato il momento per la politica - ha concluso il presidente di Confartigianato - di affrontare in maniera decisa questo stato e rafforzare le imprese che, tra mille difficoltà, stanno sul mercato. Confartigianato, assieme alle altre associazioni imprenditoriali, ha puntato su un confronto con la Giunta e il Consiglio Regionale che dia risposte, specie sugli interventi di sblocco e accelerazione della spesa pubblica".
    09 febbraio 2012

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