Frodi comunitarie, 18 milioni di finanziamenti illeciti. Danni erariali per 61 milioni

Fisco, nell'isola un buco di 310 milioni

La Finanza: 250 evasori totali, scoperti anche 42 milioni di Iva mai versata

    di Alessandra Sallemi  CAGLIARI. Duecento milioni di euro, poi altri 61 e ancora una quarantina. Sono soldi che, nel corso del 2011, dalla Sardegna sarebbero dovuti transitare nelle casse dello Stato oppure potevano essere distribuite da Ue e Regione. Soldi che avrebbero dato un contributo alla volontà del Governo di alleggerire la pressione fiscale sui soliti noti, invece rientrano in quel 50% di evasione che sta affamando l'altra metà degli italiani.  Il comandante generale della Guardia di Finanza della Sardegna, Stefano Baduini, ieri ha illustrato l'attività condotta nel corso del 2011 allo scopo di contrastare il mancato versamento delle tasse e gli sprechi nella spesa pubblica e i danni erariali che questi hanno provocato. I militari delle Fiamme Gialle hanno lavorato in tutta l'isola per rintracciare i patrimoni messi assieme attraverso evasioni totali e parziali, con le truffe ai danni dell'Unione europea, con i giochetti societari per intascare l'Iva dovuta invece allo Stato, ma anche per individuare gli enti pubblici che per varie ragioni non hanno incassato il dovuto. Il generale ha sottolineato che sta emergendo un «repentino cambiamento culturale, fino a pochi anni fa l'evasore fiscale veniva considerato un mago della finanza, uno stratega del fisco, oggi ci si sta rendendo conto che chi evade toglie ricchezza agli altri, pertanto deve essere considerato una piaga sociale, un parassita e, nei casi eclatanti, un vero e proprio delinquente... ecco perciò che sono aumentate le segnalazioni dei cittadini sul numero di pubblica utilità 117 che non tollerano più l'evasione».  In Sardegna non ci sono stati i «blitz Cortina» e non ce ne saranno: «Abbiamo sempre fatto e continueremo ad effetturare adeguate operazioni di controllo del territorio al quale daremo un forte approccio trasversale. Ai controlli sulla regolare emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali affiancheremo un'azione decisa contro l'abusivismo commerciale, il lavoro nero e la contraffazione, quest'ultimo rappresenta un vero allarme sociale in quanto i prodotti contraffatti sono spesso pericolosi per la salute e la sicurezza». Dunque l'evasore sardo non è diverso dagli altri: si usano le società 'madri' aperte nei paradisi fiscali che prestano capitali alle società 'figlie' avviate nell'isola, si aprono società che durano il tempo necessario per importare merce, incassare l'Iva dovuta allo Stato e chiudere la baracca prima di effettuare il versamento, la società dura in media sei, sette mesi. La guerra a chi si accaparra i fondi comunitari per investimenti su macchinari e su ristrutturazioni inesistenti viene ormai molto aiutata da nuove norme quali per esempio «il sequestro per equivalente» fino al 2008 applicato solo ai reati di mafia e di traffico di droga. Si tratta della possibilità di sequestrare beni di un evasore nella proporzione della somma evasa, anche se questi non sono strettamente connessi con la frode. Un po' di numeri. Nel 2011 in Sardegna la Guardia di finanza ha scoperto oltre 310 milioni di euro di evasione fiscale che si aggiungono agli oltre 42 milioni di euro di Iva non versata allo Stato. Sono state denunciate 210 persone per un totale di 247 violazioni accertate per aver presentato dichiarazioni fraudolente (73 casi), distrutto o nascosto la contabilità (48 casi), emesso o utilizzato fatture false (35 violazioni), per irregolarità sulla dichiarazione dei redditi (63 casi) o per non aver versato l'Iva (15 casi). Le fiamme gialle hanno anche sequestrato nel corso delle diverse operazioni oltre 2 milioni di euro. Per quanto riguarda il fronte della lotta al lavoro sommerso sono stati scoperti 181 lavoratori in nero e 32 irregolari. Le indagini sulle imprese e lavoratori autonomi sconosciuti al fisco hanno portato all'individuazione di 257 evasori totali, che avevano nascosto redditi per quasi 200 milioni di euro. In particolare nello scorso anno sono stati denunciati 33 persone che avevano percepito o richiesto, illecitamente, aiuti comunitari per quasi 18 milioni di euro. Danni erariali: quindici gli interventi che hanno consentito di far emergere sprechi per oltre 61 milioni di euro.  

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 febbraio 2012

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