di Umberto Aime
La Tirrenia nel ciclone delle polemiche
CAGLIARI. È sempre più una Tirrenia bagnarola, mangiasoldi e della malora per i sardi. Lo è ogni giorno, in tutto e per tutto: dallo schianto del traghetto "Sharden", venerdì notte sul molo di Civitavecchia, alla soppressione almeno fino a giugno della Genova-Olbia-Arbatax, ai tagli sulla Cagliari-Civitavecchia, che da corsa giornaliera è stata declassata in trisettimanale. È una Tirrenia in confusione, pasticciona e arrogante. Contro cui ieri si sono scatenati tutti.
Altro che programmazione per quest'estate, il commissario Tirrenia anche d'inverno continua a far man contraria alla Sardegna. Certo, l'evento della fiancata squarciata, la nave "Sharden" era in servizio sulla Civitavecchia-Olbia, non può essere imputata fra i dispetti pensati a tavolino, ma chissà perché a pagare le conseguenze del disastro sarà solo l'isola. La riprova è nel comunicato diffuso ieri dalla Tirrenia in amministrazione straordinaria sulla «rimodulazione delle frequenze» all'indomani dell'incidente. A essere stravolta dall'emergenza, stando alle decisioni del commissario, sarà prima di tutto la corsa Genova-Olbia-Arbatax, già cancellata ma ora ufficialmente «soppressa per improrogabili lavori di manutenzione alla flotta».
È il quarto anno consecutivo che c'è il taglio, finora inspiegabile adesso almeno c'è un motivo, nonostante la corsa sia prevista come annuale dalla convenzione a garanzia della continuità territoriale marittima. Poi a essere stravolta dall'emergenza "Sharden" sarà la Civitavecchia-Arbatax-Cagliari. È stata declassata a trisettimanale, non si sa fino a quando, e per cui: oggi Tirrenia si scusa per il disservizio con un sconto sulle tariffe (dimezzate) e un improponibile bus navetta sostitutivo e gratuito da Cagliari a Olbia: roba da dannati. Non è finita. Le conseguenze del riordino (ma si può chiamare così?) ricadranno anche sulla Genova-Porto Torres, l'unica rotta pare confermata in toto dalla compagnia ma che nel trasporto merci può garantire al massimo mille metri lineari (insufficienti) con le navi della classe Bithia, e sulle linee Civitavecchia-Olbia, rischia di finire sotto pressione, Napoli-Cagliari e Palermo Cagliari, garantite dal traghetto Toscana, quello che ogni giorno ha sempre almeno un motore in avaria. E invece, guarda caso, dalla sede di Napoli non sono annunciati disservizi sulla Napoli-Palermo, a questo punto promossa a rotta intoccabile.
Mentre la Sardegna continuerà a prendere il peggio da una compagnia che sarà commissariata per un altro anno, lo ha deciso il Governo, e non sa ancora se a giugno passerà o meno nelle mani private della Cin. Il contratto di vendita, firmato l'estate scorsa, è incriminato dalla commissione Antitrust dell'Unione Europea ed è bloccato. Come se non bastasse, in questi mesi, gli armatori privati - che sono gli stessi della cordata Cin acquirenti di Tirrenia - hanno sospeso gran parte delle loro corse sulla Genova-Olbia ed anche questa è una circostanza sospetta.
La Regione all'attacco. A muoversi contro la Tirrenia sono stati il presidente Cappellacci («Da cinquant'anni siamo vittime di un pubblico disservizio») e l'assessore ai trasporti. Christian Solinas ha inviato una lettera di protesta al ministro Passera in cui, con disappunto e indignazione, denuncia «le scelte incomprensibili di una compagnia che nonostante le cospicue sovvenzioni statali (72,6 milioni all'anno) continua a isolare la Sardegna». Chiesto un incontro urgente, l'assessore annuncia: «Siamo pronti, se non ci sarà una risposta immediata, ad agire per vie legali».
L'attacco di Mauro Pili. Sempre ieri il deputato del Pdl ha rincarato la dose: «Siamo di fronte a un vero e proprio furto di Stato ai danni della Sardegna, con la Tirrenia che continua a spadroneggiare, agisce come il peggiore dei privati, nonostante i contributi pubblici e sia anche vincolata da una convenzione». Per Pili, che ha presentato un interrogazione al ministro Passera, è necessario un intervento urgente da parte del Governo sul commissario liquidatore, e subito dopo «dovrà esserci la rinegoziazione della convenzione», perché «è impensabile che i biglietti Tirrenia costino 17 euro in più di quelli della Flotta Sarda sulle stesse linee: qual è il motivo?». Infine, il deputato del Pdl chiederà al ministro che «le rotte convenzionate non siano più vendute ai privati - questo prevede il contratto di vendita alla Cin - ma messe a gara».
L'attacco del Psd'Az. Senza girarci intorno, il capogruppo in Consiglio regionale, Giacomo Sanna, è duro nella controffensiva: «Siamo - scrive - di fronte a una vendetta consumata dal commissario Tirrenia ai danni della Sardegna». Il ragionamento è questo: «Vista l'opposizione che c'è stata alla vendita della compagnia al cartello degli armatori privati e visto che l'Unione Europa ha aperto un'indagine su quel contratto come noi volevamo, il commissario non perde occasione per vendicarsi e isolare la Sardegna e i sardi».
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07 febbraio 2012