Accertamenti sul giro di denaro e sulle presunte assunzioni di raccomandati dallex sindaco
In alto i Forestali durante la perquisizione alla Portovesme srl A sinistra il sindaco di Portoscuso Adriano Puddu
CAGLIARI. La Procura non molla Adriano Puddu, l'ormai ex sindaco di Portoscuso finito in carcere sabato scorso con accuse che vanno dalla corruzione alla concussione, fino alla concussione sessuale in un vortice di ragazze disposte a vendersi in cambio di aiuti economici: gli uomini del Nucleo investigativo del Corpo Forestale sono tornati nel paese e hanno setacciato ancora una volta l'abitazione e l'ufficio. È stato il pm Daniele Caria a disporre le nuove perquisizioni. Agli uomini del commissario Ugo Calledda è stato chiesto di cercare riscontri agli elementi difensivi emersi nel corso dell'esame di garanzia di mercoledì, condotto dal gip Giorgio Altieri in presenza dei legali Giuseppe Andreozzi e Ivano Iai. Il centro dell'indagine sulla corruzione restano i soldi, quei 9050 euro trovati dagli investigatori un anno fa a casa del sindaco, banconote di grosso taglio sulla cui provenienza c'è un contrasto forte tra accusa e difesa: per il pm Caria non sono altro che una mazzetta incassata per dare il via libera al cantiere eolico della Portovesme srl, Puddu ha spiegato che si trattava di rimanenze legate alla vendita di appartamenti. Su questo punto l'ex sindaco ha insistito: «Non avevo solo quei soldi - ha detto al giudice - ne ho molti altri, li tengo in un posto sicuro ma non vi dico dove». Un tesoretto nascosto, messo insieme con la sua attività di operatore immobiliare. Tesi poco credibile, per la Procura: nei conti correnti di Puddu non c'è corrispondenza tra incassi ipotizzati e movimenti reali di denaro, restano scoperte somme importanti tra cui i 9050 euro che l'ex sindaco non è stato in grado di giustificare con riferimenti documentali. Gli uomini di Calledda cercano quelli: assegni, ricevute contabili, qualcosa che serva a ricostruire il giro finanziario che ruotava attorno alla figura controversa di Puddu. Gli investigatori sono tornati a far visita anche alla Portovesme srl, dove hanno sequestrato i cartellini presenza di alcuni dipendenti. E' probabile che servano a verificare se i «raccomandati» del sindaco siano stati realmente assunti dall'azienda su impulso dell'amministratore Carlo Lolliri oppure se Puddu abbia semplicemente millantato poteri che non aveva. Una verifica utile soprattutto per valutare la posizione di Lolliri, indagato per concorso nel reato. Mentre l'inchiesta va avanti e proseguirà nei prossimi giorni l'attenzione è ora rivolta al gip Altieri, che dovrà esprimersi entro lunedì o martedì sull'istanza di revoca della detenzione in carcere presentata dai difensori: Puddu potrebbe andare alla custodia domiciliare, ma il pm Caria si è opposto. Il tentativo di fuga al momento dell'arresto peserà sulla decisione del magistrato.
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03 febbraio 2012