Lepisodio è accaduto un anno fa, ma la vittima per paura lha denunciato solo nel settembre scorso. Il ragazzo ai domiciliari
Sassari, lo studente ha abusato di lei per strada, poi l'ha minacciata: «Guai se parli»
La vittima della violenza ha 13 anni Dopo lepisodio è stata minacciata perché non parlasse
SASSARI. Ragazzina di 13 anni violentata per strada da un amico
sedicenne. L'episodio risale a circa un anno fa ma la denuncia è stata presentata solo nel settembre del 2011. Ieri la svolta nelle indagini: il minore è stato arrestato e per lui è stata ordinata la detenzione domiciliare. E' indagato per violenza sessuale aggravata e atti persecutori. Dopo il grave fatto avrebbe minacciato più volte la vittima, anche con un coltello: «Guai a te se racconti la storia a qualcuno». Una intimidazione che ha prodotto l'effetto di allontanare di parecchio il momento della denuncia da parte della vittima. La ragazzina, terrorizzata, non ne aveva parlato con nessuno. Anche se il suo cambiamento di umore e la chiusura nei rapporti con i familiari avevano fatto nascere dei sospetti. Alla fine la tredicenne ha deciso di confidarsi con la madre e insieme sono andate a presentare denuncia in questura. Da quel momento gli investigatori della Sezione reati contro la persona e reati sessuali della squadra mobile - insieme ai colleghi della Sezione di polizia giudiziaria della procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni - hanno avviato gli accertamenti e raccolto riscontri specifici a sostegno della testimonianza fornita dalla ragazzina che è stata ritenuta attendibile. L'attività è stata caratterizzata anche dal supporto di uno psicologo che ha assistito la tredicenne nella fase delicata delle indagini, con lo scopo di garantire tutte le tutele che sono necessarie in momenti simili. Il provvedimento restrittivo nei confronti del ragazzo di 16 anni è stato emesso dal giudice della indagini preliminari Guido Vecchione su richiesta del sostituto procuratore Luisella Paola Fenu, titolare delle indagini. Decisivi gli accertamenti eseguiti dal personale della Sezione minori della squadra mobile che vanta professionalità di primo livello e che negli anni ha dimostrato elevate capacità nella gestione di situazioni particolarmente critiche che vedono coinvolti ragazzini. La tredicenne, ascoltata più volte, ha confermato tutti i particolari della storia e indicato il luogo dove si sarebbe consumata la violenza sessuale. Un luogo appartato alla periferia della città, in pieno giorno. Nessuno aveva visto o sentito e lei terrorizzata non aveva raccontato niente. Neppure alle amiche più fidate. Anche perchè poi erano scattate le minacce. Intimidazioni continue, rafforzate dall'esibizione di un coltello, mostrato più volte con un gesto inequivocabile. Assurdo finale di una storia tra ragazzi normali e famiglie normali. Brutto finale di una amicizia tradita. Entrambi studenti, lei appena tredicenne e con un fisico che le «regala» qualche anno in più. Lui simpatico e intraprendente, convinto di potersi prendere con la forza anche ciò che viene negato. Così è nata la storia di violenza tra minori: la procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni ha ritenuto che sussistano i gravi indizi di colpevolezza e ha chiesto e ottenuto l'emissione della misura cautelare nei confronti del sedicenne. Il provvedimento adottato per il ragazzo - che tecnicamente viene definito della "permanenza in casa" - è molto simile a quello degli arresti domiciliari per gli adulti. Il ragazzo ha mostrato sorpresa, ha pronunciato solo poche frasi, quasi a voler ridimensionare la gravità della situazione. Dovrà difendersi, invece, - con il sostegno di un avvocato e soprattutto della sua famiglia, rimasta incredula di fronte alla contestazione dei reati - dall'accusa di violenza sessuale aggravata e anche da quella di stalking, quegli atti persecutori che vengono puniti in maniera severa dalla legislazione italiana.
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03 febbraio 2012