Governo-Sardegna, resta il problema delle risorse. No di Grilli alle richieste su Equitalia
di dall'inviato Giuseppe Centore
A sinistra il premier Mario Monti e il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nellincontro che la delegazione sarda ha avuto con il governo a Palazzo Chigi Sopra, la conferenza stampa di Cappellacci insieme ad Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio (foto Agf)
ROMA. Sessantacinque minuti di incontro con il governo su entrate, infrastrutture, crisi industriale e patto di stabilità e alla fine giudizi positivi, pur se non entusiasti, da parte del governatore Cappellacci. Il presidente della Regione ieri pomeriggio ha guidato la delegazione dell'isola, con la presidente del consiglio regionale Claudia Lombardo, i capigruppo del Pdl e del Pd Giampaolo e Mario Diana, e i senatori Pisanu e Sanna. Nella sala verde al secondo piano di Palazzo Chigi il presidente del Consiglio, Mario Monti, li ha accolti con una delegazione di peso: il sottosegretario Catricalà, il viceministro del Tesoro, Vittorio Grilli, i sottosegretari allo Sviluppo economico De Vincenti e all'Economia Vieri Ceriani e il ragioniere generale dello Stato Canzio. Cappellacci al termine dell'incontro ha parlato di vertice «positivo, con un esito propositivo e operativo, che ha avviato un processo che dovrà portare a una soluzione rapida. Abbiamo riscontrato l'attenzione e la sensibilità del presidente Monti, perfettamente conscio dei problemi sul tappeto e desideroso di trovare soluzioni su insularità, entrate, vertenze industriali, patto di stabilità, trasporti e fondi Fas». A tarda sera ha leggermente corretto il tiro ribadendo che «si andrà avanti col dialogo ma senza sconti». Da parte sua Catricalà, che nei prossimi giorni indicherà la composizione dei tecnici dei diversi ministeri che si confronteranno con quelli della Regione, ha parlato di «tavoli operativi che affronteranno i 7, 8 problemi sul tappeto: per alcuni di questi le soluzioni sono già state prefigurate, per altri invece il percorso è da definire. Il problema delle risorse, da entrambe le parti, è da approfondire». È questa la chiave della riunione di Palazzo Chigi. Quanti soldi e come il governo metterà sul piatto. Catricalà è stato molto chiaro: «Non abbiamo legittimazione politica tale per risolvere in maniera definitiva i problemi sul tappeto: abbiamo vincoli di bilancio». Subito dopo Catricalà, quasi a temperare il messaggio precedente, ha parlato di «clima positivo instaurato nel rapporto tra governo e autonomie locali, bisogna evitare la frammentazione delle poche risorse a disposizione». È toccato a Cappellacci indicare due categorie di argomenti che avranno percorsi diversi: «Alcuni problemi, come l'articolo 8 dello Statuto, potranno essere risolti col quadro normativo attuale, senza ulteriori passaggi; altri, invece, come l'eventuale modifica del patto di stabilità, avranno bisogno di decreti e per questo comporteranno tempi più lunghi». Che il momento nella complessa partita a scacchi con lo Stato sia delicato lo si evince anche da un altro elemento: Cappellacci ha chiesto, nella riunione con i presidenti delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome, al presidente siciliano Lombardo di attuare un coordinamento tra le isole per «mettere una potenza di fuoco politica maggiore sul tema dell'insularità, sulla quale da soli abbiamo subito lo schiaffo di Bruxelles». Non solo Cappellacci, ma anche i suoi assessori la Spisa (Bilancio) e Zedda (Industria) hanno interpretato con moderato ottimismo quelle che definiscono le aperture del governo. «Il viceministro Grilli, da ex direttore generale del Tesoro, conosce nel dettaglio, sino all'euro, il valore e il peso della vertenza entrate. Sa cosa chiediamo e perché. Dal governo - ha detto La Spisa - abbiamo avuto una importate apertura sui fondi Fas; secondo noi tra un mese si potranno avere le prime decisioni operative». Anche Alessandra Zedda è speranzosa: «Il governo è impegnato a risolvere le vertenze, e nel caso di Alcoa sta pensando a come prolungare l'attuale sistema di incentivazioni energetiche, utili per il futuro eventuale acquirente; nello stesso tempo riteniamo che stia dialogando con Enel sull'eventuale contratto speciale da applicare alle produzioni di alluminio». Da Grilli però è arrivata una inaspettata gelata sul capitolo Equitalia: «Le vostre richieste non possono essere soddisfatte perché inconciliabili con la politica del governo tutta tesa alla lotta all'evasione». Oggi nuovo round col governo: il ministro Barca vedrà le Regioni meridionali per discutere sulla rimodulazione dei fondi Fas.
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03 febbraio 2012