Il documento di programmazione economica che guiderà tutte le scelte amministrative

Varato il piano di sviluppo strategico: la Provincia in sostegno degli enti locali

    di Enrico Cambedda  CARBONIA. Il piano di sviluppo provinciale come strumento per affrontare l'emergenza socio-economica del territorio. Il consiglio della Provincia di Carbonia Iglesias ha approvato, all'unanimità, un ordine del giorno di sostegno alle lotte per la ripresa dello sviluppo che stanno caratterizzando non solo il Sulcis Iglesiente ma anche l'intera isola. E' stata una riunione di consiglio molto partecipata, affrontata da tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione con la consapevolezza dell'esigenza di massima unità in un periodo difficile per tutti. Sono intervenuti i consiglieri Emanuele Cani, Angelo Cremone, Mario Corongiu, Ignazio Locci, Giovanni Tocco, Attilio Stera, Marco Baldino, Achille Rombi, Ignazio Locci, Emanuele Madeddu e Livia Crobu. Tutti concordi nell'invocare una presa di posizione unitaria. Di qui il documento che è stato sintetizzato in tre punti fondamentali: continuare a sostenere ed affiancarsi come parte attiva alla protesta politico-istituzionale dei sindaci e delle rappresentanze sociali in tutte le iniziative che saranno assunte in difesa del territorio; sostenere con la propria presenza i lavoratori di tutti i settori produttivi, attualmente colpiti dalle vertenze occupazionali perché la crisi riguarda tutti, senza distinzione: Industria, Agricoltura, Movimento degli Artigiani e Commercianti, settore della Pesca. Infine: riconoscere e confermare la centralità del piano strategico provinciale come strumento di rilancio dello sviluppo socio economico e del ruolo istituzionale della Provincia. Si parte, dunque, dal piano strategico provinciale. L'importante documento di programmazione economica è stato approvato dal consiglio provinciale lo scorso mese di settembre. Condiviso da tutti i sindaci del territorio ha come finalità il rilancio della crescita e lo sviluppo dei vari settori economici. Tratta sia di quelli tradizionali (industria, artigianato, agricoltura, commercio, pastorizia) sia di quelli che potenzialmente potrebbero dare una grossa mano al territorio, come il turismo, la pesca e l'impresa sociale: «Solo attraverso l'impegno e il concorso di tutte le istituzioni locali e categorie socio economiche è possibile coniugare risanamento, equità e crescita in una prospettiva di coesione sociale e territoriale - ha detto il presidente della Provincia, Tore Cherchi - in quest'ottica abbiamo avuto degli incontri al ministero dello Sviluppo Economico per le vertenze industriali mentre nel territorio la proteste dei sindaci è sfociata nella consegna delle fasce al prefetto. Ora stiamo portando avanti i tavoli per l'avvio del piano di sviluppo strategico, davanti alla Regione ed al governo nazionale».
    02 febbraio 2012

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