Negozianti divisi su come impostare la Ztl: «Resta un salto nel buio»

I rappresentanti dei centri commerciali naturali di Sassari hanno esposto i propri timori in commissione

    di Luigi Soriga SASSARI. Strano universo quello dei commercianti. La ztl resta il centro di gravità comune, le orbite però sono molto variegate. Ciascuna associazione di negozianti del centro storico vede la piccola rivoluzione copernicana del traffico da un'angolazione diversa, con istanze, dubbi e aspettative diverse, come se via Luzzati, o via Carlo Alberto, o via Brigata Sassari o viale Italia fossero mondi distanti.

    I consiglieri della commissione Urbanistica ieri mattina hanno ascoltato con interesse i rappresentanti dei centri commerciali naturali: da Sassari in centro, alle Stelle del centro, al Castello. Difficile, in un'ottica così corporativista, dove ciascun commerciante è portatore delle istanze del suo piccolo orticello, delineare la ztl perfetta che possa rassicurare tutti. Si tratterà di un salto nel buio, ma anche di una grande scommessa: un passo ormai indispensabile per provare a uscire dalla crisi. Carlo Colombino, dalla sua piccola oasi pedonale di via Luzzati, la vede così: «Andiamo avanti con maggiore cautela, procediamo per piccoli step.

    Per esempio sarebbe un azzardo chiudere subito al traffico via Brigata Sassari e via Cagliari. Non ci sarebbero attraversamenti (dalla parte alta alla parte bassa della città) lungo viale Umberto nel tratto che dal mercato si allunga sino a viale Trento. Mi chiedo cosa succederebbe in via Bellieni. Fosse per me lascerei aperta anche via Politeama, consentirei il transito delle auto in via Enrico Costa in modo che sia semplificato il giro verso i parcheggi interrati. Poi in viale Umberto ripristinerei il doppio senso e farei in modo che, chi esce da via Cagliari, abbia la possibilità di scendere verso i parcheggi del mercato. Al limite, per favorire il transito dei mezzi pubblici a traffico aperto, eliminiamo i parcheggi anche in via Cagliari. Ma non chiudiamo subito il centro alle auto, perché i cittadini devono avere il tempo di assimilare il cambiamento.

    Marcella Mazza, che ha la propria attività in via Carlo Alberto, osserva invece Colombino come fosse un marziano: ma come? Starà pensa tra sè e sè: lui in via Luzzati si gode da tempo un lastricato pedonale, e a noi ci vuole mandare le automobili. E allora dice la sua: «Per me avanzare a step non ha senso: in fondo ci stiamo giocando giusto un centinaio di parcheggi di superficie. Tutti sappiamo che di questo passo le attività del centro storico sono condannate, o si fa la svolta o si chiude bottega. Piuttosto il Comune deve starci vicino: faccio un esempio: se un ristorante o bar volesse ampliare il locale sul suolo pubblico, dovrebbero essere previste agevolazioni». Giovanni Canu, (biancheria intima in piazza Azuni) sembra il più prudente di tutti: «Attenzione, dice: una sperimentazione sbagliata di due mesi significherebbe almeno 50 serrande abbassate per sempre. Non possiamo permettere una cosa simile. Io, nella fase iniziale, istituirei una Ztl a macchia di leopardo, così come è stato fatto a Trieste. Poi, se le cose funzionano, in maniera modulare allargherei i confini». Tutti d'accordo, naturalmente, che anche l'amministrazione debba giocare un ruolo fondamentale: «Portate iniziative nelle piazze del centro, come i mercatini a chilometro zero».

    Oppure: «Spostate servizi importanti - è la provocazione di Lucio Nali - perché l'Agenzia delle Entrate non può trovare una sua collocazione in centro?». E ancora il discorso dei parcheggi: «Vanno bene le tariffe agevolate e il frazionamento orario per i parcheggi blu di superficie, ma la stessa politica andrebbe applicata anche ai silos: altrimenti la gente continuerebbe a girare a vuoto attorno alla ztl alla ricerca di una sosta più economica. E pensare anche a sconti nella parentesi del pranzo e della cena, per trattenere i clienti nei bar e nei ristoranti». Un altro sistema efficace per dirottare le persone (specie i pendolari) in centro sarebbe quello di istituire la fermata dei mezzi dell'Arst in via Tavolara. «Ancora l'Atp non ha previsto una linea costante e rapida che connetta i capolinea di via Padre Zirano con il centro». E infine l'ultimo punto fermo per la riuscita della ztl: «Invertiamo il senso di marcia di viale Italia, accompagnamo gli automobilisti verso il centro, invece di indurli a scappare via».
    01 febbraio 2012

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