«Desacralizzare» le lauree non è sbagliato se si offrono pari opportunità a tutti

Tutto questo porrà problemi cruciali nelle valutazioni da parte di enti pubblici, ma è urgente un riordino delle fabbriche di diplomi

    di Eugenia Tognotti Nel quasi quotidiano bollettino delle misure liberalizzatrici del governo Monti, ha fatto la sua comparsa, subito bersagliata da un fuoco di fila di polemiche, quella relativa al ridimensionamento del valore legale dei titoli di studio rilasciati dalle università. Non si tratta naturalmente della pura e semplice abrogazione del famoso “pezzo di carta”, acquisito in quelle Università che da 150 anni, cioè dal momento dell’Unità, è il luogo in cui si acquisisce una conoscenza legalmente riconosciuta, un passaggio obbligatorio per la formazione dei professionisti, e uno dei canali privilegiati di mobilità sociale.

    La proposta va invece nella direzione di una desacralizzazione del valore legale del titolo di studio, lasciando alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private la possibilità di considerare e valutare diplomi e titoli diversi. La riforma, ha precisato il presidente del Consiglio - che non ha nascosto il suo «orientamento a superare il simbolismo» del valore legale dei titoli di studio e della laurea - dovrà essere studiata e diventare tema di dibattito pubblico, che ci si augura si allarghi ben oltre gli schieramenti politici, con analisi distaccate, senza filippiche e furori ideologici.

    Quella di procedere in modo accorto e lungimirante su questa delicato tema, senza il fiato sul collo di tanti “esperti”, è una decisione prudente, trattandosi di una materia così cruciale come la formazione del capitale umano. Una battaglia liberale, senza esito, contro il valore legale del titolo di studio, era stata condotta più di mezzo secolo fa, da Luigi Einaudi che proponeva una radicale soluzione: “Non avere il diploma per se medesimo alcun valore legale, non essere il suo possesso condizione necessaria per conseguire pubblici e privati uffici, essere la classificazione dei candidati in laureati, diplomati medi superiori, diplomati medi inferiori, diplomati elementari e somiglianti, indicativi di casta, propria di società decadenti ed estranea alla verità ed alla realtà; ed essere perciò libero il datore di lavoro, pubblico e privato, di preferire l’uomo vergine di bolli».

    Una soluzione così drastica, tout court, risulterebbe non solo anticostituzionale, ma anche impopolare, incomprensibile. La conquista di un titolo accademico rappresenta ancora in Italia, nonostante tutto, e anche se in misura minore rispetto al passato, il coronamento simbolico di un percorso di ascesa sociale per tanti, anche se è andata perdendo la garanzia (un tempo forte) di un’adeguata sistemazione professionale.

    Ma una riforma liberalizzatrice, che restituisca alle lauree il loro valore reale e di mercato, è necessaria. Stando alle informazioni disponibili il governo sta affrontando alcuni punti chiave: scomparsa del voto di laurea come criterio di valutazione ai concorsi pubblici; l’eliminazione del tipo di laurea (basterebbe, tranne che per i ruoli tecnici, un qualsiasi tipo di diploma di laurea); un “apprezzamento” della qualità delle università che hanno rilasciato il titolo. Tutto questo pone problemi cruciali, primi tra tutti la presenza obbligata di un sistema di valutazione e di comparazione sulle singole «fabbriche delle lauree»; la proliferazione delle sedi col sostegno della politica, cresciute a dismisura, sulla spinta della moltiplicazione dei corsi di laurea, triennali e magistrali, che arrivano, nonostante i tagli, a cinquemila. Un disboscamento selettivo e una distribuzione funzionale di didattica e ricerca è una precondizione per qualsiasi riforma, che non può cominciare da un’ingiustizia sociale, ma da atti capaci di assicurare a tutti condizioni di pari opportunità.
    31 gennaio 2012

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ