di Pier Giorgio Pinna
Agente della Guardia di finanza impegnato in una ricerca d’archivio
SASSARI. «Mille e un modo per evadere il fisco». Se i tempi non stessero per cambiare, nell'isola un manuale così sarebbe già un bestseller: di fronte alla stragrande maggioranza di sardi onesti, tanti non-contribuenti mostrano sorprendente genialità negli espedienti per evitare di pagare i tributi. Lunghissima la lista degli escamotages: trucchi, truffe, sotterfugi buoni per ogni occasione, ma modulati in maniera differente a seconda delle situazioni.
Qualche esempio? Eccolo. Fatture false incrociate tra società: ovvero, la bacchetta magica per privatizzare i ricavi e socializzare le perdite. Commercianti e professionisti sofferenti di perenni amnesie: quindi a corto di carta per scontrini, senza più blocchetti per ricevute, con le casse all'improvviso in tilt o provvisoriamente fuori uso. Affitti in nero delle case al mare: paradosso di un mercato sommerso, ma in pieno sole e sotto gli occhi di tutti. Fatturazioni smarrite, dimenticate o introvabili: tattica costante, dalle motivazioni però sempre diverse e funamboliche. Protagonisti indiscussi? Falegnami, muratori, elettricisti, idraulici, restauratori, giardinieri, manutentori e via aggiustando.
Non è finita. Chi non ha mai sentito parlare di ville comprate per somme incredibilmente esigue? Soprattutto nei paradisi più «in» come Porto Cervo, Porto Rotondo, La Maddalena, Alghero? Lo scopo della miseria dichiarata è duplice: si pagano meno imposte e si fanno sparire mucchi di contanti messi da parte in segreto che altrimenti non si saprebbe come giustificare. Ci sono poi negozi all'ultima moda, bar trendy, alberghi più pieni di come li descrive Berlusconi nel suo (ex) Belpaese: eppure, tutti hanno frequentemente giri d'affari tanto bassi da far vergognare persino il triste chioschetto di qualche bocciofila. E le aziende che vanno per la maggiore con introiti da guinness? Alle verifiche degli Uffici delle imposte spesso sono in rosso perenne.
Tutto questo rappresenta comunque un mondo a sé. Un mondo - è bene sottolinearlo - lontanissimo dalle realtà drammatiche di chi è in ritardo nei pagamenti e solo per morosità accumula sanzioni, spese, interessi. Lontano dal malessere sociale degli strozzati nei tunnel usurari del debito-credito, dai tartassati che non arrivano a fine mese, dagli indebitati per fame.
No, in Sardegna l'elenco di furbi e furbastri è lungo, ma tocca categorie precise. I lavoratori dipendenti sono coinvolti in minima parte. Un classico è costituito dalle ripetizioni date in casa da prof che non fanno seguire la denuncia dei redditi aggiuntivi a quelli ufficiali. Un altro dai doppio-lavoristi.
Sterminata, invece, la lista delle metodologie per frodare il fisco: un'«arte» ingegnosa e poliedrica. Stupefacente almeno come le proporzioni del fenomeno: già negli ultimi tempi, dai controlli della Finanza, sono spuntati come d'incanto 265 evasori totali, oltre a 438 milioni di redditi non dichiarati.
Sarà un fatto casuale che di fronte a così scarsa capacità di rammentare le norme anni fa nell'isola un comandante delle Fiamme gialle aveva deciso di fare i comunicati anche in limba, tanto per ricordare a tutti i sardi minime regole civiche? Probabilmente no. Come non sono casuali altre infrazioni rilevate nel tempo. Tanti fondi neri e troppa documentazione fiscale fasulla in aree da farwest della Gallura. Intestazioni fantasma per yacht, auto di lusso e jet privati in Costa. Raggiri su contributi pubblici concessi a pastori e contadini in Barbagia e nell'Oristanese. A Sassari e Cagliari speculazioni dietro gli affittasi-camera per studenti universitari. Ici e Iva non dichiarate su grandi patrimoni immobiliari e grossi affari sui litorali meridionali dell'isola.
Mentre un po' in tutta la Sardegna si continuano a scoprire maxi-frodi in edilizia, nelle cave, nei trasporti, nell'industria delle vacanze, nel commercio, nella ristorazione. E che pensare di avvocati, architetti, ingegneri, medici che fanno attività privata, ma nelle ultime dichiarazioni pubbliche denunciano un reddito lordo annuo di 25-30mila euro: più o meno 1.500-1.700 euro netti al mese?
Sono state segnalate addirittura mega-evasioni sui funerali, naturalmente all'insaputa del caro estinto. E le manovre per aggirare l'Agenzia delle entrate si rivelano davvero inesauribili. Ma l'aria che tira oggi non è più favorevole ai condoni tombali, anzi. E nell'esercito dei non-contribuenti parecchi plotoni si preparano già a ripiegare. Il Così fan tutti sembra destinato a venire declinato al passato. Può darsi, allora, che battano in ritirata persino i prolifici autori dei vademecum su «Mode e modi per non pagare le tasse e vivere felici».
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30 gennaio 2012