Preoccupazione dopo le analisi dell’Istituto superiore di sanità sui terreni del centro industriale del Sulcis

La frutta di Portoscuso fa paura

L'Asl: meglio non darla tutti i giorni ai bambini. Stesso consiglio per gli ortaggi

    CARBONIA. Cari genitori di Portoscuso, da oggi non fate mangiare tutti i giorni ai vostri bambini, se hanno meno di tre anni, frutta e verdura coltivate nel territorio di Portoscuso: ve lo consiglia caldamente la Asl 7 di Carbonia. È questo, in sintesi, il contenuto di un comunicato apparso nei giorni scorsi sul sito www.aslcarbonia.it: vi si illustra laconicamente il resoconto di un faccia a faccia con gli amministratori del centro industriale del Sulcis. A dare la comunicazione al Comune, i dirigenti del dipartimento di Prevenzione dell'azienda sanitaria del Sulcis Iglesiente. Oggetto della riunione, svoltasi il 20 gennaio negli uffici di via Costituente, sede della direzione del dipartimento, l'esame della «relazione finale della valutazione del rischio sanitario dei suoli del territorio comunale di Portoscuso, eseguita dall'Istituto superiore di Sanità e acquisita dal ministero dell'Ambiente». Che cosa si legge nell'importante documento redatto dalla massima autorità nazionale in materia di salute? Questo non è dato saperlo, almeno per ora: «Si rimane in attesa del verbale della conferenza decisoria - questa la conclusione del comunicato dell'Asl - per conoscere quali ulteriori provvedimenti adottare». «Ulteriori» rispetto al «consiglio» dato ai genitori di Portoscuso (che da oggi vorranno sicuramente saperne di più) che viene espresso con queste parole: «A tal proposito (a proposito della relazione dell'Istituto superiore di sanità - ndr) si ritiene necessario informare la popolazione di Portoscuso di fare in modo di differenziare la provenienza dei prodotti ortofrutticoli da consumare per la fascia di età dei bambini da zero a 3 anni. Occorre perciò fare in modo che in questa fascia di età non siano consumati esclusivamente prodotti ortofrutticoli provenienti dai terreni ubicati nel Comune di Portoscuso». Perché? Ma soprattutto: perché solo i bambini da zero a tre anni? Irreperibile fino al tardo pomeriggio il responsabile del servizio Igiene degli alimenti dell'Asl 7, Gian Mauro Vinci, la spiegazione ufficiale deve essere rimandata ai prossimi giorni. Non resta che affidarsi al buon senso e all'esperienza di tanti anni di inquinamento nel Sulcis. L'avvertenza, per di più espressa con l'urgenza di chi non se la sente di attendere gli «ulteriori provvedimenti», fa pensare che nei terreni agricoli del territorio di Portoscuso ci sia qualcosa che non va, dal punto di vista sanitario: relativo, manco a dirlo, alla presenza sul territorio del polo industriale (sia pure con diverse aziende in difficoltà se non, come Alcoa, a rischio di chiusura). A chi di dovere - Istituto superiore di sanità, Azienda sanitaria di Carbonia, Comune di Portoscuso - il compito di chiarire senza ulteriori indugi di quale natura e di quale entità sia il problema: è un fatto che la raccomandazione indirizzata alle mamme e ai papà dei minori di tre anni residenti a Portoscuso non tranquillizzi più di tanto gli interessati, né a dire il vero tutti i cittadini che vivono nei paesi limitrofi. Anche perché non è detto che i prodotti di Portoscuso possano finire solo sulle tavole delle famiglie che vivono all'ombra delle ciminiere: il pomodoro e il mandarino Made in Portoscuso non sono affatto diversi a prima vista da tutti gli altri.
    26 gennaio 2012

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