Biblioteca della Nuova, tornano i «Delitti passionali»

In edicola altri dieci libri firmati da Antonio Delitala, scomparso nel 2011

    di Manlio Brigaglia SASSARI. Torna la collana dei «Delitti passionali in Sardegna», firmati da Antonio Delitala. Altri dieci volumi della Biblioteca della Nuova Sardegna: il primo sarà in edicola da domani insieme con il giornale.

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    È la seconda serie, dopo il successo dei volumi usciti nel 2010. Una domanda sorge spontanea: perché questi libri (o, se si vuole, questo tipo di libri) gode di un così alto indice di gradimento fra i lettori? Intanto, specificherei «lettori sardi», nel senso che, sebbene il genere «giallo» abbia normalmente molti «consumatori», è un fatto che in Sardegna c'è un'attenzione particolare a questa speciale letteratura. Anche senza andare molto lontano, si ricorderà che qualche decennio fa, all'apparire di certe opere di autori come Salvatore Mannuzzu, Giulio Angioni, Giorgio Todde, Luciano Marrocu, un intellettuale di raffinata intelligenza come Oreste Del Buono parlò di una «scuola sarda del giallo». Non so se questi romanzi di Delitala si possano iscrivere a pieno diritto nella categoria del giallo. Certo sono romanzi che hanno al loro centro, come dice il titolo della collana, un deitto (o anche più d'uno).

    La differenza fondamentale sta nel fatto che Delitala non nasconde il colpevole, come fa lo scrittore di gialli, sfidando il lettore a scoprirlo prima che lui l'abbia denunciato. Il fatto è che a Delitala non interessa tanto il mistero quando il fatto: nel suo svolgimento, con l'assassino, i carabinieri, i giudici e la sentenza finale. Interessano soprattutto i personaggi, i movimenti e i sommovimenti della loro psicologia. E insieme con loro l'ambiente in cui le vicende si svolgono: o la campagna con le sue solitudini e i suoi silenzi, o il piccolo paese con le sue parentele e le sue complicità, o la città con la sua vita movimentata e i suoi costumi «moderni».

    Antonio Delitala è morto nell'ottobre scorso, improvvisamente, dopo una breve malattia. Questi libri della seconda serie dei «suoi» gialli giudiziari li aveva scritti fra la primavera e l'estate, pochi mesi, forse addirittura poche settimane prima di morire. Qualche tempo fa si era trasferito a Piacenza, anche per essere vicino alla moglie, la giornalista Ilaria Mura, inviata speciale di «Studio aperto» di Italia 1. Antonio era diventato un collaboratore del programma «Quarto grado», dedicato alla cronaca nera, e soprattutto ai casi irrisolti o difficili da risolvere. Solo pochi giorni prima della sua morte aveva avuto un particolare ruolo nella ricostruzione del delitto Parolisi: da una parte era entrato in corrispondenza con lo stesso marito della donna uccisa, dall'altra aveva fatto in tempo a scrivere un libro intitolato «Lo strano caso di Melania Rea», uscito proprio nei giorni vicini alla sua scomparsa.

    La collana si apre con «La rosa nera d'Ogliastra», dedicato a quello che è forse il caso più intricato della cronaca nera sarda di tutto il Novecento. Protagonista una donna bella, intelligente e ambiziosa, Maria Ausilia Piroddi, segretaria di un grosso sindacato operaio dell'Ogliastra, al centro di un vorticoso mulinello di eventi e di delitti sospesi fra passione amorosa e intrighi politici, conclusi con una dura condanna e la morte della stessa Maria Ausilia Piroddi.
    20 gennaio 2012

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