CARBONIA. I volontari delle 60 associazioni della Consulta del Parco Geominerario della Sardegna che dal 27 settembre mantengono ininterrottamente il presidio di Villa Devoto, (nella foto) per sollecitare l'attuazione della riforma e il rilancio del Parco Geominerario, organizzano lo spettacolo teatrale "Il lavoro mobilita: il 1948 a Carbonia e dintorni" della compagnia "La Cernita Teatro" di Carbonia. L'appuntamento è per oggi, alle 18, nel Teatro Nanni Loy di via Trentino a Cagliari, alle ore 18. «Carbonia - così la regista Monica Porcedda, presentando il lavoro - simbolo dell'economia autarchica fascista e "città del desiderio" sorta in meno di 13 mesi, dopo la caduta del regime fascista e la fine della guerra non era più la stessa di prima e mostrava tutti i segni della sua esistenza precaria. Con la fine dell'embargo contro l'Italia, i carboni esteri, più economici e con minore presenza di zolfo, portano alla crisi». Nel 1948 la dirigenza della Carbosarda attuò una rigida politica di costi e ricavi nella gestione aziendale: licenziamenti e trasferimenti di personale (soprattutto quello più politicizzato e sindacalizzato), aumento indiscriminato dei fitti delle case e degli alberghi operai, dell'energia elettrica, del carbone, dei viveri negli spacci aziendali, riduzione arbitrarie degli stipendi anche con applicazione delle multe ai dipendenti responsabili di presunti disservizi. «Contro le misure repressive e provocatorie della direzione della Carbosarda, il 7 ottobre 1948 fu proclamato lo sciopero dei 72 giorni che ha rappresentato la volontà di una comunità intera, uscita dalla guerra, di stringersi con i minatori scioperanti per difendere il lavoro e la propria identità».(gdp)
14 gennaio 2012