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Ostello della gioventù della discordia

Sant'Antioco, troppe critiche sulla cessione alla Conservatoria regionale e il direttore minaccia di fare un passo indietro: «Disposti a lasciare»

 SANT'ANTIOCO. Ostello della gioventù e polemiche. La possibilità che la struttura venga affidata alla Conservatoria delle coste continua ad alimentare il dibattito in paese. «Ma siamo pronti ad un passo indietro», dice Alessio Satta, il direttore dell'ente regionale.  La decisione sulla proposta è sata rinviata ma di questo passo l'ostello della gioventù rischia di restare chiuso per chissà quanto tempo ancora. Parola del direttore della Conservatoria: «La nostra proposta avrebbe consentito di aprire per la stagione turistica di quest'anno. Invece c'è tanta diffidenza verso il nostro ruolo e siamo sospettati di tramare chissà quali disegni per strappare la struttura al Comune e accreditarci il reddito che ne deriva. Non è questo il progetto che abbiamo disegnato e mi dispiace che sia stato travisato in questo modo. A dimostrare come lavoriamo, c'è l'esempio di Buggerru, dove abbiamo consentito ad alcuni giovani del paese di gestire la struttura. Gli utili li lasciamo alle amministrazioni comunali ma se ci sono dubbi di questo tipo non c'è problema: facciamo un passo indietro e lasciamo agli amministratori comunali tutto lo spazio che desiderano e auguro loro di riuscire ad aprire la struttura con la stessa tempistica che avevamo ipotizzato noi».  Il direttore della Conservatoria si sente sotto tiro, forse perchè l'ente è stato all'inizio una «creatura» dell'ex presidente regionale Soru e ora è sotto le direttive dell'assessore all'ambiente Giorgio Oppi e del Governatore Cappellacci: «Ma questa struttura regionale è nata soprattutto per valorizzare il patrimonio edilizio, spesso in cattivo o pessimo stato di conservazione: per valorizzarlo, d'intesa con le amministrazioni locali, e renderlo fruibile. L'obiettivo è valorizzare un patrimonio che per troppo tempo è stato dimenticato. Ci sono tante amministrazioni che chiedono alla Conservatoria di intervenire per salvaguardare il loro patrimonio ma a Sant'Antioco la pensano diversamente». Resta sullo sfondo una struttura che le diverse amministrazioni comunali non hanno mai completato. Dopo 15 anni.

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