di Eugenia Tognotti
Eccoci, dunque, al fatale, bisestile 2012, l'anno della fine del mondo, secondo la poderosa macchina del marketing, in moto dall'alba di questo millennio. Non bastava il malefico spread, la crisi, la recessione, l'incertezza sul futuro. Ci voleva anche la sinistra profezia Maya o quelle che vi si collegano, ad opera di un nutritissimo gruppo di studiosi ed esperti della cultura di quell'antica civiltà scomparsa, e di scrittori, registi di film e fiction, archeoastrologi, astrobiologi. Che hanno preparato il terreno, diffondendo paura e panico in ogni angolo del mondo, e creando il tormentone che ci accompagnerà fino alla fine dell'anno che sta arrivando, quando, secondo la previsione, calerà il sipario.
Sull'Evento, straordinario, estremo, di proporzioni cosmiche, che provocherà la fine del mondo e la fine della vita come noi la conosciamo, non c'è accordo, in verità, tra i catastrofisti. Le suggestioni di film e fiction - tra cui la serie televisiva di fantascienza X-Files che rappresenta degli alieni che invadono la Terra - si mescolano alle previsioni pseudo scientifiche di esperti, a vario titolo, e di varia formazione e credo. Si comincia con il fatidico 21-12-2012, il giorno del giudizio. Il 22 c'è il solstizio d'inverno e il Sole si troverà in una rara posizione: allineato con il centro della Via Lattea, un evento che non si ripete da 26mila anni. Marte, Giove, Saturno saranno allineati. Secondo alcuni si verificherà uno «spostamento dei poli» e la Terra diventerà una trappola mortale, un caos nel quale le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli; e, ancora, terremoti, eruzioni di vulcani, uragani, inondazioni, tsunami. Altri parlano di un Pianeta X (Nibiru) - la cui orbita è al di là di Plutone - che entrerà in rotta di collisione con la Terra o che ci sfiorerà, passando a distanza così ravvicinata da bombardare il nostro pianeta con una serie di asteroidi che potrebbero indurre lo spostamento dell'asse terrestre, provocando il dilagare delle acque oceaniche sui continenti. Per altri, invece, sarà il sole a produrre catastrofiche tempeste, e non mancano neppure gli effetti catastrofici dell'eruzione di un vulcano, Yellowstone, negli Stati Uniti e l'evocazione di un cataclisma come quello che fece sprofondare Atlantide e provocò il Diluvio Universale.
Naturalmente, predicano, da anni, gli scienziati, purtroppo invano data la latitanza della razionalità e della logica, non c'è un solo fatto concreto che possa collegare la data del 21 dicembre 2012 ad una scadenza per l'uomo e il pianeta in cui viviamo. L'ipotesi paurosa di un pianeta pronto a schiantarsi sulla terra, ad esempio, è stata categoricamente smentita più volte dalle agenzie astronomiche di tutto il mondo, mentre gli astronomi della Nasa contestano gli scenari dello «spostamento dei poli» e dell'«allineamento galattico»: non succederà niente di straordinario. Inoltre, non esiste un criterio scientifico di previsione circa l'eruzione del supervulcano Yellowstone. Insomma, non ci sarà nessuno sconvolgimento catastrofico, come è avvenuto con le varie profezie che si sono succedute da sempre a sempre, prima tra tutte quella dell'anno Mille.
Quello che è vero è che il nostro pianeta potrebbe andare incontro ad una fine. Non sappiamo quando e di certo non ce lo dirà il calendario del «Lungo Computo» dei Maya. E, intanto, è l'incalzare dei disastri naturali a dirci, qui e ora, che siamo noi a minacciare il pianeta, il cui destino è anche nelle nostre mani.
01 gennaio 2012