di Paolo Merlini
SASSARI. Non sarà Giovanni Follesa, consulente della giunta regionale guidata da Ugo Cappellacci, il nuovo docente di «Teoria e metodo dei mass media» all'Accademia di Belle Arti «Mario Sironi».
Follesa, giornalista pubblicista, scrittore non memorabile, ma soprattutto influente collaboratore di Cappellacci per le politiche culturali, avrebbe rinunciato alla luce delle polemiche suscitate dalla denuncia di Michela Murgia, sul suo seguitissimo blog, di un evidente conflitto d'interessi (
vedi l'intervista alla scrittrice). Del fatto, cioè, che proprio dalla giunta Cappellacci, e precisamente dagli assessorati al Turismo e alla Cultura (di quest'ultimo Follesa è consulente), all'accademia Sironi fossero arrivati pochi mesi prima finanziamenti per 395mila euro per l'allestimento della cosiddetta Biennale Sarda («gemmata» dal Padiglione Italia, diretto da Vittorio Sgarbi, della Biennale di Venezia), mostra appena conclusa alla quale, ancora una volta, Follesa aveva collaborato come componente della commissione chiamata a individuare gli artisti partecipanti.
LEGGI L'intervista con Michela MurgiaCommissione di cui faceva parte anche il direttore dell'accademia di Sassari, Antonio Bisaccia. Un J'accuse circostanziato, quello della Murgia, un'inchiesta giornalistica come se ne vedono poche, in cui veniva ripercorsa la carriera del pubblicista: da fondatore e poi direttore di un foglio politico a Quartu, redarguito dal sindacato dei giornalisti per irregolarità nell'inquadramento dei redattori, passando per un capatina su Second Life finanziata dal Comune di Cagliari, sino al ruolo di capo di gabinetto prima e consulente poi nella giunta Cappellacci, settore Cultura, «assessore ombra» secondo la Murgia. Tutto questo condito, nel corso del tempo, con vari incarichi, ultimo dei quali la nomina nella Film Commission regionale.
La denuncia della scrittrice sul suo blog (www.michelamurgia.com) nasceva dalla pubblicazione il 4 novembre scorso, nell'albo pretorio dell'accademia, delle graduatorie delle varie docenze per l'anno 2011-2012. E Follesa, nella graduatoria provvisoria per la cattedra dei «mass media» stilata dalla commissione presieduta da Bisaccia, figurava al primo posto con un punteggio di 83, distanziando di ben 22 misure il secondo classificato Bruno Di Marino (che ricopriva la carica lo scorso anno) e di 5,5 ulteriori punti il terzo, il docente precario Alessandro Cadoni. Ora, il fatto singolare è che l'alto punteggio attribuitogli deriva, più che dai titoli di studio universitari - 3 il punteggio riportato, 9 per esempio quello di Cadoni - dalla imprecisata voce «altro», dove a Follesa è assegnato un generoso 80 con cui sbaraglia la concorrenza.
Inutile sottolineare come la presa di posizione della Murgia abbia provocato un putiferio, dentro e fuori dall'accademia. I protagonisti hanno però scelto la linea dell'understatement, forse per non complicare ulteriormente le conseguenze di una mossa, a prima vista, difficilmente difendibile. E Follesa? Sensibilmente turbato, a detta di persone politicamente a lui vicine, sceglie di non replicare a caldo alla Murgia, ma il 16 novembre dichiara a Sardegna Quotidiano, con un candore degno di Forrest Gump: «Non sapevo ancora di aver vinto la cattedra. Incredibile. Davvero incredibile». Un'altra nomina insomma e, mannaggia, stavolta pure a sua insaputa.
09 dicembre 2011