I delfini divorano il pesce d'allevamento

Inutile il tentativo di tenerli lontani con i dissuasori acustici

 GOLFO ARANCI. Delfini golosi. Neppure potenti decibel riescono a tenerli lontano dagli allevamenti di pesce: troppo forte il richiamo di orate e spigole che si agitano dentro le gabbie davanti ai loro occhi, impossibile non approfittare di tutto quel ben di Dio a disposizione. Golosi e opportunisti, pronti a sfidare anche la tecnologia pur di alimentarsi senza sprecare troppe energie, infischiandosene dei suoni emessi dai dissuasori acustici che avrebbero dovuto scoraggiarli nel loro intento. Avrebbero, appunto. Perchè così non è stato. E a rivelarlo sono i risultati di uno studio internazionale effettuato dal centro di ricerca per lo studio dei mammiferi marini Bdri di Golfo Aranci proprio nelle acque del comune gallurese, in un allevamento ittico. Studio effettuato nel 2009 e ora reso ufficiale con la pubblicazione sul giornale scientifico «Marine and Freshwater Behaviour and Physiology», con sede in Australia. Il direttore del Bdri Bruno Diaz Lopez, che dal 1999 studia insieme al suo team il comportamento dei tursiopi e la loro interazione con l'uomo e attività come l'acquacoltura, è stato coordinatore scientifico del progetto internazionale, su incarico di un gruppo spagnolo che si occupa dello sviluppo di nuove tecnologie, col finanziamento dal governo locale. Progetto che aveva l'obiettivo di testare dissuasori acustici chiamati Ahd (Acoustic harassment), congegni utilizzati per allontanare le foche in paesi come Canada e Scozia, verificando se potessero funzionare anche per tenere lontano dagli allevamenti di pesce i tursiopi. Un vero problema, questo, per gli allevamenti ittici, molto spesso danneggiati dalla presenza dei delfini che girano continuamente intorno alle gabbie, non solo perchè gli astuti abitanti del mare riescono a «rubare» il pesce dalle reti, «ma anche perchè la loro presenza provoca stress e disturbo nella crescita dei pesci, oltre al rischio di rimanere loro stessi impigliati», spiega Diaz. Per testare l'attrezzatura, il biologo ha scelto proprio le acque di Golfo Aranci. E il risultato sorprendente è stato che i dissuasori, nonostante emettano suoni molto potenti pari a 190 decibel, non riescono a far desistere i delfini dall'andare a mangiare negli impianti, un vero supermercato ittico per loro. «Questo studio ha evidenziato che i dissuasori acustici non alterano il loro comportamento: sono animali estremamemte furbi e opportunisti che sanno ben sfruttare la possibilità di procurarsi cibo con facilità, con conseguente risparmio energetico». C'era attesa per i risultati del progetto da parte delle aziende di acquacoltura che ora, di fronte alla certezza che l'Ahd nulla può nei confronti dei delfini, potranno evitare di buttare via i soldi in
acquisti inutili. Con grande soddisfazione del biologo, contrario all' utilizzo dei dissuasori «che possono provocare inquinamento acustico e avere effetti negativi nell'ecosistema marino. E poi, il mare è anche casa dei delfini...».  

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