«Asinara revolution» la vittoria a metà degli operai Vinyls

    di Silvia Sanna  SASSARI. Per il popolo del web, per chi si è appassionato alla storia di un gruppo di operai che riempie lo zaino e si rinchiude in una cella da innocente, la lotta della Vinyls è stata una grande vittoria. Pochi sanno, dei tantissimi che per mesi hanno incoraggiato i cassintegrati a non mollare, che il lieto fine in questa battaglia rivoluzionaria non c'è stato. E forse non sarà mai scritto. Lo ignorano anche parecchi politici, quelli dai quali è legittimo aspettarsi risposte e invece guardano in faccia gli operai e come se niente fosse domandano: «Allora, ci sono novità?». Lo sanno bene, al contrario, Michele Azzu e Marco Nurra, che non nascondono un filo di imbarazzo nel dire che «sì, noi la nostra scommessa l'abbiamo vinta, ma gli operai stanno ancora a casa».  Loro sono gli autori di «Asinara Revolution», il libro (edito da Bompiani) che racconta, in parallelo, due rivoluzioni nate da altrettante intuizioni geniali. La prima è degli operai, che per difendere la loro fabbrica del pvc a Porto Torres, hanno capito che la strada migliore da seguire era uscire dai canoni delle proteste tradizionali: no all'occupazione di strade e aeroporti, perché è ingiusto provocare disagi a chi non ha colpe se da un giorno all'altro circa 300 lavoratori si ritrovano a spasso. Gli operai Vinyls puntano a fare un chiasso diverso, autorecludendosi in cella, nella diramazione centrale di Cala d'Oliva all'Asinara, la bellissima isola-parco già prigione dei mafiosi in regime di 41-bis. E così facendo si prendono gioco dei media, dell'Isola dei Famosi che proprio in quei giorni (era la fine di febbraio 2010) andava in onda su Rai2. Gli operai sbarcano all'Asinara con l'idea di starci giusto il tempo di un week-end, poi succede qualcosa che cambia tutto.  È la seconda intuizione, quella che fa venire un brivido a Michele Azzu davanti al pc della sua casa in affitto a Guilford, 35 chilometri di treno da Londra. Michele, 26 anni, sassarese, bassista, laurea in Scienze della Comunicazione, figlio di Tore, tecnico di laboratorio della Vinyls di Porto Torres, ha una specie di illuminazione quando legge nel web la notizia che un gruppo di operai si è asserragliato all'Asinara. Fonda subito un gruppo su Facebook, lo chiama «Isola dei Cassintegrati», inventa lo slogan «l'unico reality reale, purtroppo». E poi chiama Marco. Lo contatta su Messenger, perché Marco Nurra, suo coetaneo e amico da una vita, vive a Madrid, dove fa il praticantato a «El Mundo», e nelle pause tra un contratto e l'altro in redazione lavora come tecnico al Gran Hermano, il Grande Fratello spagnolo. Inizia così, l'«Asinara revolution» di Michele e Marco. Due ragazzi scappati dalla Sardegna per inseguire i loro sogni «perché sapevamo che qui non sarebbe stato possibile», e che con l'isola hanno un rapporto di amore-odio «troppo chiusa, e pure presuntuosa». La prospettiva cambierà in un paio di mesi, tra notti insonni davanti al computer, caffè a litri e migliaia di mail. Michele e Marco, pure così lontani, non hanno mai sentito la Sardegna così vicina, mentre il numero dei fan del gruppo Facebook cresce a una velocità impressionante: sino a centomila iscritti, record che nessuno osava immaginare.  Un effetto dirompente, che cattura l'attenzione dei media di tutto il mondo e gli operai Vinyls diventano personaggi da salotto tv, ospiti contesi, eroi da applaudire quando non le mandano a dire ai ministri che della loro storia e della chimica che muore non sanno un bel niente. L'Asinara diventa una vetrina, una specie di circo dove tutti vogliono andare: i giornalisti per lavoro, la gente comune per curiosità e solidarietà, molti politici perché sarebbe brutto non farlo, perché una passerella elettorale in più non guasta e qualche promessa, in fondo, che sarà mai. Il libro di Michele Azzu e Marco Nurra descrive tutto questo, senza nascondere disprezzo sincero verso «un governo e una classe politica incapaci di assumersi l'onere di risolvere la vertenza». Lo dicono, Michele e Marco, nella sala della parrocchia di San Paolo a Sassari, dove «Asinara Revolution» ha fatto la sua prima uscita ufficiale in apertura della Festa dei lettori organizzata dalla libreria Koinè. Scandiscono bene le parole davanti al pubblico di operai, facce tese, rabbia negli occhi, molti dei quali sono stati all'Asinara o sulla Torre Aragonese di Porto Torres, dove il primo presidio è iniziato nel gennaio 2010 e ancora non è finito. Lo sottolinea Elias Vacca, moderatore dell'incontro e già deputato dei Comunisti Italiani. Elogia il grande lavoro di Marco e Michele, che dalla protesta Vinyls sono partiti per poi raccogliere, nel loro blog, le battaglie di tutta Italia, «penisola dei cassintegrati». Poi Elias Vacca ricorda che queste lotte, almeno la maggior parte, non sono finite. Come quella della Vinyls, una storia a due facce: la forza di una protesta operaia fuori dal comune e il genio di due talenti che sfruttano il web per inchiodare i potenti di fronte alle loro responsabilità. E tutti si illudono, per un attimo, di metterli al tappeto. Non è andata così, il futuro della Vinyls oggi è più nebuloso che mai. Ma la revolution, di operai e bloggers, non potrà essere dimenticata.
    24 settembre 2011

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