L'iPad a ogni consigliere: una singolare ricetta per risparmiare sui costi

In carta e notifiche si spendono 65mila euro all'anno mentre il digitale è a costo zero se lo si sa utilizzare

    di Luigi Soriga SASSARI. Gli iPad sono atterrati sui banchi di Palazzo Ducale come si adagiano certe navicelle spaziali su pianeti sconosciuti. Per ora, le tavolette portatili della Apple sono solo dieci, e i consiglieri se le hanno contese con rigorosa estrazione, come si fa nelle lotterie a premi. Sergio Scavio e Manuel Alivesi, due dei fortunati vincitori, le hanno apparecchiate in Consiglio. Per alcuni, quel rettangolo sottile e luminoso, ha tutta l'aria di essere e rimanere un oggetto misterioso. Eppure, nella conferenza dei capigruppo, l'iPad è stato presentato come la panacea di tutti gli sprechi cartacei. L'idea è del consigliere Pierpaolo Panu (da oggi iPanu): «Ogni anno se ne vanno 65mila euro tra spese di notifiche, fotocopie, e delibere. Solo il plico del Bilancio sociale era più di 100 pagine. Adesso ogni comunicazione sarà a costo zero e digitale». Gli apparecchi, in comodato d'uso, verranno presto consegnati a tutti i membri del Consiglio: costo: 25mila euro. «Attingeremo dai fondi consiliari», dice il presidente Luciano Chessa. Si tratta delle risorse utilizzate per iniziative varie, rimborsi, cancelleria e via dicendo. Tradotto: soldi pubblici. Gli sponsor di questo aggiornamento tecnologico, in pratica, sono i cittadini. Dunque ora resta da vedere quanti consiglieri si armeranno di polpastrelli prensili e competenza informatica, dato che i faldoni di carta d'ora in avanti saranno banditi, così come recita il vangelo secondo Brunetta. E allora, in guesta guerra dichiarata agli sprechi, quale strumento più intuitivo dell'iPad? Basta solo installare in un altro pc il software iTunes, configurarlo per interfacciare computer e tavoletta, e finalmente si possono scambiare dati. Facile no? Chi non lo sa fare? E poi se a Palazzo Ducale ancora non esiste il wireless c'è sempre la connessione 3g. Il sindaco, fa spallucce e sorride: con questa iniziativa non ha nulla a che vedere e «lungi da me commentare». Il problema, in fondo, è tutto di tempi e opportunità. Magari l'iPad funzioneranno a meraviglia, i consiglieri si trasformeranno in cybernauti provetti e smanettoni, mostreranno agli elettori il loro operato in digitale, zoommeranno con disinvoltura sulle tavole del Puc, e le stampanti del Comune non partoriranno più un foglio. Ma il punto è un altro: proprio ora dovevano acquistarli? Quando la gente storce il naso di fronte alla casta e gli stipendi in Regione gridano vendetta? Qualche consigliere, come Efreen Carta, ha già deciso di rinunciare al gentile omaggio. Eppure è uno dei pochi con l'aria da smanettone.
    20 luglio 2011

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