Missili e kalashnikov in Cirenaica?

Operazione «coperta» di una diplomazia segreta

     TEMPIO. Eccola, dunque, la foglia di fico. Alla fine è arrivata, attesa, prevedibile e prevista: il segreto di Stato come una pezza per nascondere goffamente una movimentazione di armi che doveva essere rigorosamente "coperta" e che invece è stata gestita in modo improvvido e sgangherato. Paradossalmente, il blocco delle informazioni opposto da Palazzo Chigi alla magistratura che sta indagando sul trasporto del colossale arsenale sequestrato al milionario russo Alexander Zhukov nel 1994, è una rumorosa e plateale conferma a un sospetto che negli ultimi giorni era diventato quasi una certezza. E cioé che quelle armi, rimaste nel bunker di Santo Stefano per oltre dieci anni, sono state dirottate verso un teatro di guerra.  Insomma, un'operazione coperta, nata ovviamente da un input politico, organizzata all'interno dei confini di una diplomazia parallela, che si sviluppa fuori dagli schemi ufficiali e dalle formule rituali. Il "niet" di Palazzo Chigi alla Procura di Tempio diventa così la prova oggettiva che quelle armi non sono state distrutte. È del tutto evidente, infatti, che ottemperare a un'ordinanza della magistratura - in questo caso il tribunale di Torino - non costituisce una notizia che potrebbe danneggiare gravemente gli interessi fondamentali dello Stato. E allora, dove e a chi sono stati spediti quei container carichi di armi che hanno incredibilmente viaggiato su navi-traghetto passeggeri da Santo Stefano a Palau e poi, dopo aver attraversato mezza Gallura, imbarcati a Olbia per la Penisola sempre su navi civili? Non è una domanda anodina, questa. Perché i governi italiani, nel risiko della geopolitica, sono stati in passato raffinati interpreti della cosiddetta "politica del doppio binario". Per esempio: il colonnello Muammar Gheddafi è stato per decenni contemporaneamente nemico e allo stesso tempo socio in affari, dittatore e generoso dispensatore di concessioni petrolifere e, secondo alcune tesi, capo di uno Stato canaglia da uccidere nei cieli di Ustica, ma allo stesso tempo un "amico" da salvare dai missili di qualche jet della Nato. Insomma una linea politica ispirata al pragmatismo della convenzienza.  L'ipotesi più verosimile è oggi che le armi di Zhukov siano approdate in Cirenaica per aiutare gli insorti. Insomma, un modo non ortodosso per appoggiare la guerra dei nemici di Gheddafi, salvando la faccia davanti a tutta la comunità internazionale e all'Onu.  L'apposizione del segreto di Stato autorizza comunque a valutare tutto, anche ipotesi remote, ma che la storia del nostro Paese ha dimostrato essere possibili.  Ma questa storia di armi e di "segreti di Stato" si porta dentro anche un germe che corrode la credibilità delle alte gerarchie militari del nostro Paese. Il punto di partenza è che, per un'operazione "coperta", con implicazioni politiche delicatissime, si è scelto di far viaggiare un carico enorme di armi su navi passeggeri, presumibilmente per risparmiare sui costi. Una scelta disastrosa perché la segretezza dell'operazione è naufragata miseramente.  Come valutare, a questo punto, le affermazioni che fece l'allora capo di stato maggiore della Marina Paolo La Rosa davanti alla Commissione Difesa della Camera, nell'audizione del 13 dicembre 2006? Parlò di «concentrazione strategica» della forza armata in «tre aree geografiche con i necessari supporti operativi e tecnico-logistici, quali le stazioni navali, le stazioni aeromobili, gli stabilimenti di lavoro, le strutture di comando e controllo, i depositi di munizioni e di combustibile, le strutture addestrative e sanitarie e le sistemazioni alloggiative per il personale». Poi, l'ammiraglio indicò i tre poli: Taranto e Brindisi, La Spezia e Augusta. Questo significa che tutte le volte che le navi da guerra dovranno caricare a bordo i missili Aster a Santo Stefano (che la Marina ritiene non dismissibile, dovranno percorrere centinaia di miglia. Una spesa enorme e illogica. Ma come, viene oggi da chiedersi, ma se le armi vengono caricate sui traghetti per risparmiare...

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    19 luglio 2011

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