La scoperta nei documenti sequestrati dalla Procura ma gli allevatori «cacciati» non demordono e portano avanti la protesta

Quirra, pecore e capre erano abusive

Lanusei, i contratti per i pascoli sottoscritti dal demanio e 12 Comuni sono scaduti

    LANUSEI. La Procura di Lanusei non ha dubbi: i pastori che pascolano a Quirra sono tutti abusivi. Lo stabilisce all'indomani del maxi sequestro di carte e documenti relativi ai contratti di "co-uso" dei terreni della base che dodici comuni ogliastrini e del Sarrabus hanno sottoscritto con il demanio militare. «Sono tutti scaduti» sostiene, in sostanza, il procuratore Domenico Fiordalisi. Secondo gli inquirenti, dunque, gli allevatori non hanno titolo per stare nel poligono. Né, tantomeno e di conseguenza, secondo gli investigatori avrebbero il titolo per ricorrere contro il decreto di sgombero. È una bomba, la notizia che ieri sera spunta fuori dalle pieghe dell'inchiesta su Quirra. Coglie di sorpresa tutti, a cominciare, ovviamente, dai Comuni interessati e dagli stessi pastori. Protagonisti, soprattutto in queste ultime settimane, di diverse manifestazioni, sit-in, prese di posizione contro lo "sfratto" immediato dai 13mila ettari del poligono. La prossima iniziativa è fissata da giorni proprio per le 9 di domani, davanti al tribunale di Lanusei. Che qualcosa fosse nell'aria, in realtà, lo si capisce già da avant'ieri. Quando la squadra mobile nuorese e la forestale si recano in forze nelle sedi di dodici comuni - quelli con terreni nel poligono - e acquisiscono un mucchio di carte relative ai contratti tra demanio militare e comuni. Sono i contratti che fissano l'esproprio del terreno dei comuni sul quale il demanio militare ha realizzato il poligono, stabiliscono il prezzo dell'esproprio, le modalità di rinnovo. Sulla base di questi contratti, poi, gli stessi Comuni possono rilasciare ai pastori le autorizzazioni per il pascolo. La Procura, però, alla luce dei documenti acquisiti avant'ieri, sostiene che nessuno di questi contratti di co-uso con il demanio militare sia stato rinnovato. Stando alle norme, dice, doveva essere rinnovato di sei anni in sei anni. Ergo: tutti i pastori sarebbero abusivi. L'unico punto interrogativo, per gli investigatori, rimane la situazione del Comune di Perdasdefogu. Per questo Comune, infatti, la Procura non ha la certezza totale del non rinnovo. Esiste una lettere, tuttavia, datata 9 novembre 2010, che il demanio militare aveva mandato al Comune dicendogli, in sostanza: «Il contratto di co-uso scade domani. Lo rinnoviamo?». Non c'è traccia della risposta. Certo è che, la notizia di ieri, rimbalzerà come una bomba sull'udienza di domani: quando, il tribunale collegiale di Lanusei, presieduto da Sergio Gorjan, dovrà decidere se accogliere o meno i primi sei ricorsi contro lo sgombero presentati da altrettanti pastori di Quirra, assistiti dall'avvocato Marco Pilia su richiesta della Coldiretti. Fuori, come annunciato da alcuni giorni, ci sarà anche la Coldiretti che ha organizzato un piccolo sit-in. Proprio ieri l'associazione aveva diffuso un comunicato per pubblicizzare il sit-in. «Tutti, allevatori, cittadini e associazioni al sit-in del primo luglio davanti al tribunale di Lanusei, sono invitati a partecipare - si legge nella breve nota - Sarà presente anche il caprone Filippo, abitante storico del poligono di Quirra». L'agnello sequestrato. Ma le novità di ieri, non si esauriscono con i pastori. Ieri sera, infatti, il procuratore Fiordalisi ha firmato il di sequestro probatorio di un agnello malformato, ancora vivo, nato in un ovile della piana del Cardiga. Appartiene allo stesso pastore proprietario dell'altro agnello malformato finito nell'inchiesta. Secondo uno dei consulenti del pm, Massimo Zucchetti, quest'ultimo agnello avrebbe tracce di uranio impoverito. L'agnello sequestrato ieri è stato prelevato dalla forestale e portato all'istituto zooprofilattico di Sassari. In questi giorni verrà analizzato dall'esperto di anatomia comparata Mauro Cristaldi e dal fisico nucleare Evandro Lodi Rizzini. La visita di Angioni. Infine, sempre ieri, al Palazzo di giustizia di Lanusei, per tutto il giorno si è trattenuto il procuratore generale, Ettore Angioni. Poche parole, al termine della visita, ma un evidente significato simbolico della stessa: la vicinanza al procuratore e il sostegno alle sue indagini.

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    30 giugno 2011

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