Sabato prossimo al teatro Garau, su iniziativa dellAism di Oristano, si farà il punto sulla terapia sperimentale
di Michela Cuccu
ORISTANO. I malati di sclerosi multipla e le loro famiglie ne hanno sentito parlare sicuramente tanto: è il "metodo Zamboni", ovvero una nuova terapia chirurgica, portata avanti dal professor Paolo Zamboni, angiologo dell'Università di Ferrara e dal neurologo bolognese, Fabrizio Salvi, che secondo i due medici può far stare meglio le persone colpite da questa malattia altamente debilitante, "liberando" i vasi sanguigni dalla placche che li ostruiscono. Di questa nuova terapia, attualmente applicata in via sperimentale, si parlerà sabato prossimo, 25 giugno, in un convegno organizzato dall'Aism al teatro Garau. L'obbiettivo è appunto quello di far chiarezza, senza alimentare vane speranze, su una terapia al centro di un vivace dibattito fra i sostenitori e gli scettici. Non a caso al convegno che inizierà alle 9,30 con l'intervento della responsabile provinciale dell'Aism, Paola Manconi, sono stati chiamati a partecipare medici ed esperti. Oltre alla professoressa Maria Giovanna Marrosu, sicuramente una delle maggiori esperte di sclerosi multipla a livello nazionale, anche il senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità in Senato. Sarà presente anche l'assessore regionale alla Sanità Antonello Liori che dovrà anche fare il punto sull'ipotesi di aprire alla sperimentazione del cosiddetto "Metodo Zamboni" anche gli ospedali sardi. Quindi, la parte più prettamente scientifica, affidata a Mario Battaglia, direttore generale dell'Aism e ordinario all'Università di Siena; al professor Paolo Gallo, dell'Università Tor Vergata e al neurologo Ettore Manconi, professore associato all'Università di Padova. Il dibattito sarà moderato dal medico oristanese Bruno Palmas.
19 giugno 2011