Omofobia e persecuzioni

Un ciclo di film al «Nanni Loy»

     CAGLIARI. «A ciò che non capisci puoi dare qualunque significato» dice ironicamente Chuck Palahniuk. Inoffensivo modus cogitandi, fin quando non si traduce però in un sonno della ragione, un'ignoranza che genera mostri di pregiudizio e discriminazione sociali. Peggio ancora se il fenomeno trova espressione, verbale o pratica, da parte di istituzioni. Per questo, come si biasimano i preconcetti sulla donna, sullo straniero o su qualunque individuo con tutte le sue diversità/peculiarità, così va parimenti esecrata l'omofobia. Specie se di Stato. Con tale scopo l'Arc associazione culturale Glbt (coinvolgendo anche Amnesty International) in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia (celebrata lo scorso 17 maggio), e dopo aver allestito anche la manifestazione del 21, ha quindi organizzato una rassegna cinematografica, «La difesa della norma», incentrata sulla suddetta tematica. Quattro titoli per quattro settimane consecutive, ogni mercoledì alle 20,30, dal 25 maggio al 15 giugno, al cineteatro «Nanni Loy» alla Casa dello Studente. Itinerario che passa attraverso la vita del poeta e scrittore cubano Reinaldo Arenas nel film di Julien Schnabel «Prima che sia notte», interpretato da Sean Penn, Javieri Bardem e Johnny Depp realizzato nel 2000 al documentario di Renate Costa, «Cuchillo de palo» che racconta la morte dello zio durante la dittatura omofoba di Stroessner in Paraguay.  Domani, invece verrà proiettato «Paragraph 175» di Ron Epstein e Jeffrey Friedman (entrambi vincitori d'un premio Oscar in ambito documentaristico) e raccontato da Rupert Everett raccoglie le testimonianze di diversi uomini e donne che furono arrestati dai nazisti per omosessualità e poi deportati nei campi di sterminio. Furono centomila. Di questi solo quatrtromila si salvarono. Chiuderà la rassegna «Angels on death row» (2011) di Golinelli e Bernini, presentato in anteprima mondiale allo scorso Torino Film Festival è incentrato sulla persecuzione e condanna capitale dei gay nell'Iran sotto Ahmadinejad.(gabriele balloi)
    07 giugno 2011

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