di Valeria Gianoglio
LANUSEI. L'esodo biblico degli animali slitterà di due mesi esatti: al 17 luglio. L'ultima parola spetterà al gip Paola Murru, ma il procuratore Domenico Fiordalisi ha già dato parere favorevole. «Ci sarà una esecuzione differita del provvedimento» annuncia ieri sera.
«L'esecuzione sarà differita - precisa, al termine dell'incontro con alcuni sindaci - per consentire ai pastori di organizzarsi e all'Asl di Lanusei di fare nuove analisi sugli animali. Per questo serve che rimangano sul posto. Ma gli effetti del provvedimento rimangono fermi per tutti gli altri che non siano militari e pastori. È importante, però, che ci sia un raccordo tra le istituzioni e che ci sia un dialogo. È necessario per affrontare l'esecuzione di un provvedimento così importante col minor danno per le persone».
È l'esito di un pomeriggio intenso e piuttosto affollato, in tribunale a Lanusei. Nell'arco di tre ore e mezza, nell'ufficio del procuratore, è una continua sfilata di rappresentanti delle istituzioni. Alle 15, puntuale come da appuntamento, arriva il presidente della Provincia Ogliastra, Bruno Pilia. Ne esce dopo mezz'ora, piuttosto silenzioso. Gratta gratta, si scopre che tra lui e il procuratore c'era stata una chiacchierata istruttiva sul contenuto del decreto di sequestro e sulle sue conseguenze pratiche. Fiordalisi, tuttavia, è piuttosto chiaro. Allo stesso Pilia, lo ribadisce: «Il provvedimento non è soggetto a interpretazioni». Come dire: indietro, a meno di un ricorso formale, non si torna, anche perché c'è una decisione del gip.
Mezz'ora dopo l'incontro con Pilia si conclude: saluti cordiali e strette di mano. Una breve pausa, e il tour de force del procuratore per incontrare i rappresentanti degli enti locali interessati dal caso Quirra, continua. Pochi minuti dopo le 16, alla porta di Fiordalisi si affacciano con discrezione il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura, accompagnato da un assessore, il sindaco di Villaputzu, Gianfranco Piu, seguiti a ruota dal primo cittadino di Villagrande, Giuseppe Loi, e dal vicedirettore della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, Vincenzo Cannas. Anche qui, scambio di cordialità, poi tutti seduti attorno a un tavolo.
Le porte si chiudono e comincia la vera battaglia. Sindaci e Coldiretti mettono subito le carte in tavola: vorrebbero che il sequestro venisse annullato ma sanno che è impossibile, per cui si accontenterebbero anche "solo" di ottenerne una lunga sospensione per prendere tempo e consentire ai pastori di scovare i terreni dove sistemare, in totale, poco più di novemila capi di bestiame "sfrattati" dal gip. Fiordalisi non ne vuole sapere: c'è un provvedimento del giudice, spiega, e ha il compito inderogabile di farlo eseguire.
Trascorrono così due ore e mezza: gli uni a tirare sui tempi, l'altro, invece, a precisare le ragioni della legge. Intorno alle 18.30, si trova l'accordo. Una via d'uscita: il sequestro, ovviamente, rimane con tutti i suoi effetti, a slittare - a patto che anche il gip dia parere favorevole - ma solo di sessanta giorni, sarà la sua esecuzione nei confronti dei pastori. E questo per un motivo preciso: l'Asl di Lanusei, rappresentata ieri dal manager, Francesco Pintus, insieme all'istituto zooprofilattico della Sardegna, come annunciato due giorni fa dall'assessore alla Sanità, Antonello Liori, farà nuove analisi sul bestiame che pascola nel poligono. Ne analizzerà carne, latte e foraggio e per farlo ha bisogno almeno di due mesi. Oggi allo zooprofilattico di Cagliari ci sarà una riunione per decidere nei dettagli il piano operativo.
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18 maggio 2011