di Enrico Gaviano
Traffico sulla Sassari-Olbia
OLBIA. Il tormentone continua. Il Cipe si è riunito ieri ma, a dispetto dei proclami, non ha deliberato il finanziamento definitivo della quattro corsie sulla Sassari-Olbia. I fondi Fas restano bloccati: 470 milioni di euro che ormai sembrano una chimera, più che un diritto acquisito della Sardegna. Il Comitato interministeriale, che raggruppa insieme al premier Silvio Berlusconi, i principali esponenti del governo di centrodestra, ha varato una serie di provvedimenti fra cui i finanziamenti per diverse strade, in particolare del nord Italia. Zero per la Sassari-Olbia.
Il Cipe ieri ha dato il via libera a interventi in materia di investimenti pubblici. In particolare riguardano il piano nazionale per l'edilizia, la ripartizione tra le Regioni del fondo sanitario nazionale per il 2010, interventi nel settore produttivo e nella viabilità. Fra questi lo sblocco del finanziamento per la Brescia-Bergamo-Milano, il collegamento d'accesso al porto di Genova-Voltri, e quello fra Ancona e l'autostrada A14. Ancora, l'ulteriore lotto dell'autostrada tirrenica da Tarquinia a Civitavecchia. Insomma una nuova pioggia di milioni, tutti peraltro contenuti nel Documento finanziario presentato dalla presidenza del consiglio dei ministri una settimana fa.
In serata, dopo che la cassaforte Cipe è stata chiusa ancora una volta in faccia alle speranze del nord-Sardegna, è arrivato l'ok della bicamerale per il federalismo, al decreto dei fondi Fas per il Mezzogiorno. Un decreto che probabilmente servirà a riaccendere il megafono di chi ha continuato a promettere l'imminente arrivo dei soldi che completeranno il finanziamento della quattro corsie (per ora ci sono 190 milioni dei circa 700 necessari). Il sì, arrivato dopo un lungo tira e molla determinato dalla feroce opposizione della Lega, fa fare un passo avanti al decreto che, secondo gli intendimenti di Tremonti, nasce per ovviare a uno dei grandi mali del Mezzogiorno: l'incapacità di spendere i fondi assegnati ai territori. Detta così sembra quasi una presa in giro per la Sardegna che aspetta circa due miliardi di euro di fondi Fas, da spendere in infrastrutture. E non sa quando riuscirà a riceverli. Fra questi fondi (circa un quarto) ci sono anche i soldi per dare via libera a tutti i lotti della Sassari-Olbia.
Al momento, infatti, dopo lunghe trafile burocratiche sembra essere vicino l'avvio dei bandi per il lotto relativo ai lavori della viabilità d'accesso alla Sassari-Olbia dall'aeroporto Costa Smeralda. L'altra parte dei finanziamenti disponibili sono destinati per i primi due lotti sul lato «sassarese» della strada della morte, anche se in questo caso l'istruttoria sembra essere solo ai primi passi. In mezzo c'è il vuoto. Al di là dei trionfalismi del Governatore e dell'assessore regionale ai lavori pubblici, è come se avendo una casa fatiscente, con il tetto pericolante che mette a rischio la vita di chi la occupa, si avviassero i lavori costruendo il cancello d'ingresso dell'abitazione.
Dura la presa di posizione di Giulio Calvisi, deputato del Pd che, insieme all'altro parlamentare gallurese e collega di partito, il senatore Gian Piero Scanu, ha seguito con attenzione l'evolversi della vicenda. «Ancora una volta il Cipe ha deluso le attese dei sardi - dice il deputato -. Quest'anno si sono cimentati nelle promesse di finanziamento, entro aprile, i ministri Fitto e Matteoli, poi il governatore Cappellacci. il Cipe li ha smentiti ancora una volta. Matteoli ha anche detto che un'opera del genere può essere costruita a blocchi e non tutta insieme, come la Salerno -Reggio Calabria. Andiamo bene, allora ci vorranno almeno 40 anni per il raddoppio. Ora aspettiamo l'arrivo a Olbia di Berlusconi. Domenica il premier sarà ancora una volta generosissimo nell'elargire ulteriori promesse». Il premier del resto già a gennaio del 2009, nel comizio finale a Cagliari a sostegno di Ugo Cappellacci, disse testualmente: per la Sassari-Olbia ci sono i 700 milioni necessari, che presto il Cipe delibererà. I lavori inizieranno subito dopo la fine del G8». Promessa che, due anni e mezzo dopo, suona davvero come una autentica beffa.
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06 maggio 2011