di Elena Laudante
Uno dei container trasferiti dal comando provinciale dei vigili del fuoco di Sassari alla caserma Gonzaga
SASSARI. Prove tecniche di campo d'accoglienza, per circa mille migranti. Che siano o meno in arrivo, tutto è pronto a Chilivani, frazione di Ozieri, per allestire una tendopoli che accolga esuli in fuga dal Nord Africa, profughi o irregolari, ormai non fa differenza. Insomma la Sardegna si prepara a farsi carico della sua quota di disperati e di solidarietà nazionale, anche se la missione diplomatica di domani di Berlusconi e Maroni in Tunisia potrebbe mutare lo scenario. E scongiurare l'arrivo di quella che molti sanno essere una mina pronta ad esplodere.
Manovre di avvicinamento sono in corso attorno alla piana da 30 ettari davanti al centro intermodale di Chilivani, candidato a diventare un Centro di prima accoglienza, se non di espulsione. Ieri mattina, mezzi dei vigili del fuoco sono usciti dai depositi del Comando provinciale, a Sassari, con bagni-container da destinare agli ospiti delle tende. Ma ad Ozieri non sono arrivati. Sono stati invece trasferiti alla Caserma Gonzaga, sede della Brigata Sassari, segno che l'esercito potrebbe avere un ruolo nell'emergenza.
Si tratta forse solo di un atto preventivo, un tassello di per sé insignificante aggiunto a un quadro oggi indecifrabile. Ma è chiaro l'intendimento della Regione di allestire nel centro a pochi chilometri da Ozieri il punto di raccolta di migranti, qualora il Governo non riuscisse a convincere Tunisi a riprenderseli. Scontato il riserbo di politici, prefetture, Comuni: anche solo l'ipotesi di accogliere mille esuli in un microcosmo di 200 abitanti può destare sensazione. Il sindaco di Ozieri, Leonardo Ladu, non vuole ragionare su scenari ancora lontani.
«Può darsi che lunedì in Tunisia si risolva tutto. Sinceramente me lo auguro», dice al telefono. Ma poi l'emozione lo tradisce, e svela la sua posizione: «Certo che in un'emergenza come questa non posso essere io a fare la guerra a Regione e Governo». E quale posizione prenderà domani alla riunione dell'Associazione Comuni Sardi a Oristano? «Non so. Chiediamo solo la salvaguardia dei cittadini». Salvaguardia dei residenti e garanzie contro il disordine pubblico. Saranno queste domattina le parole d'ordine per i rappresentanti col tricolore.
Ma Manduria fa paura. Fughe, proteste estreme (autocombustione), scontri politici fanno presagire il peggio. Ecco perché l'imperativo è no al modello mega-agglomerato: quanti uomini ci vogliono per il controllo? Ma se le regioni venerdì sono arrivate alla rottura col Governo proprio sulle tendopoli, l'isola non sembra avere una posizione chiara. E resta a guardare, verso Tunisi.
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03 aprile 2011