Piano rifiuti, no della Provincia

Carboni: siamo contrari a un nuovo termovalorizzatore a Tossilo

    di Giovanni Bua  NUORO. Il piano dei rifiuti regionale? Da riscrivere. Tenendo conto dei piani provinciali. La nuova linea per il termovalorizzatore di Tossilo? Un'errore, che non commetteremo. Il futuro della raccolta in Provincia? Centri di valorizzazione in tutti i territori.  La Provincia rompe gli indugi sullo spinoso tema del termovalorizzatore di Tossilo. E lo fa per bocca del presidente della commissione Ambiente Ivo Carboni. «Venerdì abbiamo riunito la commissione - racconta - e la settimana prossima faremo una riunione congiunta con Sanità ed Energia. C'è parecchio da discutere, e da decidere. Ma abbiamo iniziato a mettere qualche paletto».  I paletti sono quelli intorno al progetto di ampliamento del termovalorizzatore di Tossilo, contenuto nel piano regionale dei rifiuti. Trenta milioni di euro (20 dalla Regione e 10 dalle tariffe) per il revamping dell'impianto, con possibile costruzione di una nuova linea. Affiancato da un centro di ulteriore separazione-valorizzazione dell'indifferenziato da costruire a Macomer. Un piano teoricamente sigillato, che sta creando un acceso dibattito del Marghine tra sostenitori del «risarcimento dovuto per anni di smaltimento» e attivisti anti-inceneritore raggrupati sotto la sigla «non bruciamoci il futuro».  A sparigliare arriva il vulcanico Carboni che annuncia: «Fare una nuova linea a Tossilo, e insieme un centro di trattamento, è una contraddizione in termini. Si potenzia l'inceneritore, e si fa in modo che non lavori, perché i rifiuti vengono valorizzati e non bruciati. Sarebbero soldi buttati. Non si capisce poi peché Macomer dovrebbe valorizzare i rifiuti di tutta la Provincia. E non sia da preferire invece la costruzione di centri di lavorazione in ogni territorio produttore di rifiuti. Uno nella Baronia, uno nel Marghine, uno a Nuoro, e così via».  Sui lavori necessari: «Non riesco a capire dove siano finiti i 6 euro a tonnellata che da anni aggiungiamo per la manuntenzione dell'impianto. Con i costi di Tossilo che continuano a salire e a sfasciare i conti dei Comuni. Comunque i soldi da mettere in quell'impianto devono essere il meno possibile, e solo per accompagnarlo dignitosamente alla chisura. Se poi la Regione non sa come spendere i suoi 20 milioni li dia a noi. Che li useremo per fare campagne informative sulla differenziata. E per studiare progetti di riciclo integrale. E non per certo per costruire nuovi termovalorizzatori».  Il tutto sarà contenuto: «In un piano provinciale dei rifiuti - chiude Carboni - che elaboreremo a breve. E di cui la Regione dovrà tenere conto».
    27 marzo 2011

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