Un agente di polizia penitenziaria e un avvocato sono stati arrestati su ordine della Procura di Nuoro. L'agente è accusato di aver introdotto nel carcere nuorese soldi, cellulari, pen drive, coltelli, schede telefoniche e droga
I lavori al carcere di Badu 'e Carros di Nuoro
NUORO. C'è un agente di polizia penitenziaria di Badu 'e Carros, Pietro Puggioni, di Loculi (Nuoro) fra i quattro arrestati dalla polizia in un'operazione in corso fra Sardegna, Umbria e Lazio. L'agente è accusato di aver introdotto, per soldi, nel carcere nuorese soldi, cellulari, pen drive per la connessione a Internet, coltelli, schede telefoniche e droga, ricevuta da uno degli altri arrestati, il nuorese Gianluca Peddio, finito agli arresti domiciliari per spaccio di stupefacenti.
A Perugia un'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata all'avvocato Stefano Bagianti, legale dell'altro arrestato, Gianluca Di Giovanni, di Varese ma originario della Calabria. Di Giovanni è stato raggiunto da una nuova misura cautelare nel carcere nuorese. Sarebbe lui il destinatario del materiale che Puggioni era incaricato di far entrare nel penitenziario. I reati contestati nell'inchiesta sono corruzione, spaccio di stupefacenti e riciclaggio.
Di Giovanni sarebbe stato trovato in possesso di una consistente somma di danaro che, sempre secondo la ricostruzione dell'accusa, aveva intenzione di reinvestire attraverso l'acquisto di pietre preziose. Questo con l'aiuto di altri due avvocati romani i cui studi professionali vengono perquisiti in questo momento nella capitale. Peddio che avrebbe procurato la droga si trova agli arresti domiciliari. In serata dovrebbero conoscersi ulteriori sviluppi su un'inchiesta che potrebbe riservare clamorosi colpi di scena.
22 marzo 2011